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Preparatore Atletico

 Sembrerà banale ma la composizione di una seduta di allenamento non è facile ed a volte alcune parti come quella introduttiva o conclusiva vengono saltate, specialmente nei dilettanti o nelle palestre, dove non vi è alcun riscaldamento iniziale e nessun esercizio defaticante, invece, è sempre bene tener chiare queste 3 divisioni se si vuol avere un allenamento produttivo al 100% privo di conseguenze come infortuni.

                                                                                                     

L’unità (o seduta) di allenamento si compone generalmente di tre parti:

- Parte introduttiva o preparatoria: detta comunemente ”riscaldamento” consiste nel preparare l'organismo a più specifici impegni previsti dall'allenamento. Si eseguono esercizi di ginnastica generale, mobilità articolare, imitazione del gesto atletico ecc. La durata va da 10 a 20 minuti e oltre a seconda del lavoro previsto nella parte centrale.

- Parte centrale o fondamentale: varia da 80 a 160 minuti e oltre, a seconda della quantità e intensità del carico prevista. Questo tempo viene dedicato prevalentemente allo sviluppo della tecnica (apprendimento e perfezionamento) e delle qualità fisiche;

- Parte conclusiva o defaticante: della durata di circa 20 minuti viene dedicata ad esercizi di allungamento e di rilassamento e potrà comprendere anche pratiche di massaggio, sauna, idromassaggio.

                                                                                                                                                                                                                                      Dott. Francesco Del Zotti

Per poter programmare la settimana di lavoro da un punto di vista atletico è importante conoscere quali sono gli effetti determinati da un certo tipo di lavoro, da un punto di vista fisiologico, sull’organismo del giocatore; è importante in altre parole sapere quali tipologie di allenamento possono essere utilizzate in sequenza e quali sono le possibili combinazioni di esercizi che possono essere utilizzate nell’arco della stessa seduta, per evitare di utilizzare mezzi di allenamento che non si combinano in maniera ottimale tra loro. 

La pianificazione settimanale viene definita anche microciclo, e comprende un numero di sedute che può variare da un minimo di 4 fino a 12 e oltre. La strutturazione del micro ciclo riveste una priorità fondamentale per rendere efficace al massimo il lavoro che si svolge ed è quindi opportuno un approfondito studio degli esercizi, della loro qualità, quantità, successione e pause di recupero.

                                                                                   

I microcicli possono distinguersi in:

- MICROCICLO DI PREPARAZIONE: presenta un contenuto decisamente

generale dove la quantità del carico prevale nettamente sull’intensità;

- MICROCICLO PRE-GARA: dove l’intensità viene portata al massimo;

- MICROCICLO DI GARA: viene ridotta bruscamente la quantità di carico in

quanto si cerca di mantenere il livello di condizione ottenuto;

- MICROCICLO DI COMPENSAZIONE: di recupero, è a carico nettamente ridotto;

sia nella quantità che nella intensità.

                                                                                                                                                                                                                      Dott. Francesco Del Zotti

L’obiettivo dell’allenamento è il raggiungimento della massima performance sportiva, ovvero il rendimento che un’atleta riesce ad esprimere nel corso della gara. Quindi l’allenamento è un fattore fondamentale per la performance, in quanto attraverso questo processo che si cerca di produrre nell’atleta alcuni significativi adattamenti di tipo organico e funzionale con lo scopo di migliorare la prestazione. Per raggiungere prestazioni ottimali, il processo di allenamento deve quindi rispettare le tendenze biologiche che caratterizzano gli organismi viventi, ovvero, è necessario alternare i carichi di lavoro ed avere tempi di recupero adeguati alle caratteristiche individuali degli atleti, cioè all’età, al sesso, al grado di allenamento e di specializzazione sportiva e deve avere dei principi fondamentali che sono: 

- Continuità. L'allenamento deve svolgersi in continuità nel tempo eliminando periodi di riposo eccessivamente lunghi che creano i presupposti di "adattamento alla inattività" e quindi perdita del lavoro precedentemente svolto. Pertanto la frequenza degli allenamenti, anche in periodi di riduzioni del lavoro, dovrà essere tale da garantire almeno il mantenimento di quanto acquisito. 

- Variabilità. L'allenamento sarà più redditizio e più facilmente gradito quando comprenderà una serie molteplice di attività ed esercizi studiati in forma e successione tale da evitare l'insorgere della noia e dell'affaticamento nervoso, fattori che riducono sensibilmente la capacità applicativa e l'interesse dell'atleta. La variazione degli esercizi e dei metodi evita anche la formazione di "barriere" ovvero impedimenti all'ulteriore sviluppo delle capacità motorie.

- Sistematicità. Organizzazione razionale tra le sequenze di allenamento e la frequenza con cui vengono proposti certi tipi di esercitazioni.

- Ciclicità. I carichi vanno organizzati in relazione ai diversi periodi programmati, pertanto devono avere le caratteristiche quantitative e qualitative proprie del ciclo di allenamento.

- Individualizzazione. Da un iniziale programma generale applicabile a tutti si dovrà gradualmente passare alla ricerca di uno schema di allenamento "personalizzato" che tenga quindi conto delle peculiarità psichiche e fisiche dell'atleta e dei risultati da conseguire

                                                                           

Tutto ciò andrà ad ottimizzare gli aspetti fisici, psichici, tecnici e tattici che concorrono al miglioramento ed al consolidamento nel tempo della prestazione sportiva, nel rispetto della salute degli atleti e dei principi etici che devono caratterizzare l’attività degli allenatori. L’allenamento è un processo pedagogico educativo complesso che si concretizza nell’organizzazione, dell’ esercizio fisico ripetuto in qualità, quantità ed intensità tali da produrre carichi progressivamente crescenti in una continua variazione dei loro contenuti per stimolare per stimolare i processi fisiologici di supercompensazione dell’organismo e migliorare le capacità fisiche, psichiche, tecniche e tattiche dell’atleta, al fine di esaltarne e consolidarne il rendimento in gare. L’allenamento deve possedere determinate caratteristiche che sono:

adeguatezza, consapevolezza, frequenza, continuità, progressività, gradualità, specificità, sistematicità.

L’allenamento deve essere anche pianificato e programmato, deve avere quindi una strategia di lungo periodo che consiste nel programmare la realizzazione degli obiettivi individuati sulla base delle caratteristiche individuali, dell’età, del livello agonistico e dei calendari delle gare. 

                                                                                                                                                                                                                                   Dott. Francesco Del Zotti