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Preparatore Atletico

Il calcio richiede uno sforzo misto e dinamico da parte dei giocatori. Al contrario di molti altri sport, una partita di calcio ha una durata lunga. Durante questo periodo di tempo, il giocatore non ha mai un ritmo costante, ma lo sforzo varia a seconda del tipo di azione.

Questa varietà di sforzo richiede un enorme quantitativo di energia da parte degli atleti, se invece correte per mezz'ora con lo stesso andamento, con una buona respirazione e con costanza, probabilmente il vostro corpo potrà abituarsi molto meglio allo stress fisico. Pensate invece come sarebbe se doveste correre velocemente per qualche secondo, poi moderare il passo, poi accelerare nuovamente e ripetere il processo varie volte, il calcio funziona proprio così. Per questo motivo, la potenza aerobica è un elemento importantissimo per un giocatore di calcio. Un buon allenamento mirato ad aumentare il controllo della potenza aerobica può dare più flessibilità e più resistenza un giocatore sul campo. Il giocatore in partita deve sottostare a periodi di bassa intensità seguiti da periodi ad alta intensità. Durante i periodi di intensità elevata il meccanismo aerobico non basta a coprire la richiesta di energia, intervengono quindi i meccanismi anaerobici, i quali creano energia rapidamente e mettono subito a disposizione dei muscoli la quantità di ATP necessaria. Il corpo a questo punto è in debito di ossigeno che deve essere ripagato il prima possibile.            

                                                                                  

Allenare la potenza aerobica vuol dire sostenere sforzi di intensità superiore, con un debito di ossigeno minore e inoltre quest’ultimo viene recuperato più velocemente.  La massima potenza aerobica dipende dalla capacità del cuore di pompare, nel minor tempo possibile, una grande quantità di sangue ricco di ossigeno ai vari distretti muscolari in funzione, e dalla capacità della fibra muscolare  di utilizzare questo ossigeno. Per allenare la potenza aerobica l'intensità del lavoro deve essere tale per cui la FC del giocatore si aggiri attorno al 90% della Fc Max e la velocità da tenere nei vari tratti di corsa sia vicina alla velocità di soglia anaerobica. Per regolare l'intensità del carico è opportuno svolgere dei test per valutare le caratteristiche dei giocatori e partendo da quei dati riuscire a proporre dei carichi personalizzati oppure organizzare il lavoro a piccoli gruppi il più possibile omogenei tra loro per rendere più efficace l'allenamento.          

                                                                                                                                                                                                                                               Dott. Francesco Del Zotti

Il preparatore atletico è la figura professionale che si occupa dell'allenamento della capacità condizionali e coordinative. Conosce e somministra la metodologia dell'allenamento e si preoccupa di prevenire gli infortuni. Il preparatore affianca l'allenatore e definisce i carichi di lavoro finalizzati al miglioramento della prestazione atletica sia a breve che a medio e lungo termine. La finalità dell'allenamento deve favorire lo sviluppo della preparazione fisica, tecnica, psicologica, agonistica e di tutte le condizioni che permettono al soggetto di rendere al meglio nelle situazioni di gara. Un altro compito del preparatore atletico è quello di periodizzare l'allenamento e dividerlo in cicli che vengono definiti:

- Microciclo

- Mesociclo

- Macrociclo

Questo permette di programmare il lavoro in maniera decrescente per quanto riguarda la quantità e crescente per quanto riguarda l'intensità rispetto all'avvicinarsi della gara, permette di variare il carico di lavoro settimanale tendendo all'aumento per due, tre settimane (in funzione degli impegni) seguito da una settimana di scarico in modo tale da offrire una supercompensazione. Infine la programmazione annuale ci permette di avere un quadro generale di tutto l'allenamento e di vedere com'è ripartito il carico. 

Le linee guida dell'allenamento annuale sono poche ma fondamentali:

1. Aumento della quantità ad intensità bassa e costante (sistema tipico nel primissimo periodo della preparazione in pre-stagione)

2. Aumento della quantità ad intensità crescente (sistema tipico dei primi 30/40 giorni della preparazione in pre - stagione con esclusione dei primi 7/10 giorni)

3. Aumento dell’intensità elevata ma costante (sistema tipico del microciclo settimanale degli allenamenti meno vicini alle competizioni più importanti, così come nel ciclo mensile e in quello annuale)

4. Aumento dell’intensità a quantità decrescente (sistema che caratterizza i giorni immediatamente precedenti le competizioni e, in generale tutti i periodi nei quali si vuole ottenere la massima resa nella prestazione atletica come i playoff o i playout).

Le cose da non fare assolutamente sono: 

- Pensare che due allenamenti al giorno diano sempre un risultato migliore di uno solo; 

- Pensare che un giorno di riposo sia tempo perso; 

- Pensare che risolti i problemi tecnici sia tutto risolto; 

- Pianificare gli allenamenti in modo sempre uguale sia come quantità che intensità; 

- Inventare giornalmente gli allenamenti senza concatenarli con quelli precedenti e con quelli successivi; 

- Standardizzare il carico di lavoro per periodi lunghi;   

- Non tener conto delle potenzialità allenanti del lavoro tecnico;

- Aggiungere carichi di lavoro solamente per punizione;

- Non far seguire sempre periodi di scarico a quelli di carico.

                                                                                                                                                                   Dott. Francesco Del Zotti

Il riscaldamento prima di una gara è fondamentale sia per l'aspetto mentale e sia per quello fisico. Innalzare la temperatura corporea migliora le reazioni metaboliche, l'apporto di ossigeno agli organi effettori come i muscoli e la velocità di sviluppo della forza. Il nostro corpo a riposo ha una temperatura di circa 36° e per ottenere un rendimento ottimale, diminuire gli attriti tra le articolazioni ed avere un migliore scorrimento dei tendini si deve portarla a circa 38°.  

Il warm up deve preparare l'atleta anche da un punto di vista mentale ed è per questo che si introducono esercizi di natura tecnica che sicuramente successivamente verranno realizzati in partita, così facendo l'atleta sarà più pronto a compiere queste azioni. Un altro aspetto fondamentale nel riscaldamento è la prevenzione degli infortuni, molto spesso però gli "esperti" non sanno ben spiegare a cosa serve, se è davvero utile e le metodiche in cui va svolto prima di una gara. Sicuramente provoca una diminuzione della rigidità muscolare ed ovviamente una minore rigidità muscolare consente una maggiore ampiezza nei movimenti fondamentale per la prestazione ma non per la prevenzione. Diversi studi affermano che lo stretching prima di una gara rende lenti gli atleti, e questo è presto spiegato.Uno stato di tensione ottimale è fondamentale, ma lo stretching superiore a 20 secondi è controproducente perché il muscolo in partita deve lavorare alla massima velocità e deve sottostare a forti carichi, se il muscolo è allungato per troppo tempo si arriva alla caduta del tono muscolare, che oltre a rendere il muscolo lento aumenta il pericolo di infortuni, inoltre va a sovraccaricare il muscolo con conseguente indolenzimento delle zone sottoposte allo stretching.Quindi nel warm up lo stretching da applicare è quello dinamico, con movimenti specifici del calcio, quali circonduzioni, torsioni e slanci. 

Alcune proposte: 

1.

2' Corsa laterale, incrociata, indietro.
2' Mobilità articolare per la colonna vertebrale.
2' Skip con ginocchia alte, basse e corsa calciata
2' Stretching dinamico
2' Tecnica individuale con palleggio, trasmissione della palla, controlli e coduzione
  4 allunghi sui 50m con ritorno in corsa lenta
4' Possesso palla

2.

2' Mobilità per la colonna vertebrale
2' Stretching dinamico
3' Svolti liberamente
2' Corsa laterale, incrociata, indietro
1' Stretching statico (tenuta 5')
1' 2 serie di possesso palla da 1'
  2 allunghi sui 50 metri
4' Giro palla
2' Skip e accellerazioni

N.B. E' ondamentale in ogni warm up non andare mai in affanno inoltre cerchiamo di ritagliare in ogni riscaldamento pre gara uno spazio dedicato all'idratazione che può innalzare la prestazione del 30%.                                                                                                                                                                                                                                                                       Dott. Francesco Del Zotti