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Preparatore Atletico

Questo tipo di allenamento ha diversi obiettivi, tra i quali:

-  Migliorare la capacità di produrre rapidamente potenza ed energia attraverso i sistemi anaerobici;

-  Aumentare la capacità di sviluppare potenza ed energia nel tempo attraverso la via anaerobica;

-  Migliorare la capacità di recupero dopo un periodo di lavoro svolto ad alta intensità. 

                                                                                                             

La capacità di produrre lattato e di eseguire ripetutamente attività ad alta intensità deve essere quindi allenata in maniera specifica. Si può raggiungere questo obiettivo tramite l’allenamento della resistenza alla velocità. Sia l’analisi degli incontri che gli studi sull’allenamento dimostrano che i calciatori possono trarre grandi benefici dall’allenamento di resistenza alla velocità. Nelle situazioni reali, durante le esercitazioni di allenamento per la resistenza alla velocità, i calciatori in genere non riescono a mantenere l’intensità a livelli massimali per tutto il periodo di esercizio. Numerosi fattori, come ad esempio le richieste tattiche, influenzano di fatto l’intensità delle attività di allenamento. Al fine di assicurarsi che essa rimanga alta per tutta la durata dell’esercizio, è spesso necessario motivare i giocatori con richiami verbali, in particolare nella fase finale. È importante anche avere a disposizione un numero sufficiente di palloni al fine di ridurre le interruzioni che altrimenti potrebbero causare una riduzione dell’intensità di lavoro. Questo problema è molto diffuso nei dilettanti, che soffrono la carenza di strutture e di attrezzi utili per un allenamento ottimale. Nell’allenamento di resistenza alla velocità i periodi di recupero dovrebbero includere delle attività leggere, ad esempio jogging per raccogliere i palloni. L’allenamento di mantenimento della resistenza alla velocità dovrebbe essere collocato alla fine della seduta, dato che questo tipo di lavoro è altamente impegnativo e fisicamente molto provante per i calciatori: i suoi effetti possono infatti protrarsi per un certo periodo anche dopo il termine dell’allenamento. È per questo motivo che diventa importante far svolgere attività leggere che accelerino il recupero. 

                                                                                                                                                                                                                                               Dott. Francesco Del Zotti

Tra gli obiettivi dell’allenamento della velocità possiamo trovare anzitutto quello del miglioramento della capacità di percepire le situazioni di gioco che richiedono un’azione immediata (percezione); miglioramento dell’abilità di intraprendere azioni immediate quando necessario (capacità di valutazione e di decisione); miglioramento della capacità di produrre forza in modo rapido durante le attività svolte ad alta intensità (rapidità di azione). Nel corso di un incontro i giocatori svolgono numerose attività che richiedono uno sviluppo di forza in tempi brevi, come scatti o rapidi cambi di direzione. Poiché sono attività decisive per il risultato finale di una partita, è importante dedicare un’attenzione particolare all’allenamento della velocità. Nell’allenamento della velocità, i giocatori devono essere impegnati in prestazioni massimali per periodi di tempo brevi (meno di 10 secondi). I periodi di pausa tra uno scatto e l’altro dovrebbero essere sufficientemente lunghi da consentire ai muscoli un recupero quasi completo e permettere quindi al calciatore di eseguire un’attività massimale anche nella ripetizione successiva. L’allenamento della velocità dovrebbe essere previsto nella prima fase della seduta in cui gli atleti non sono ancora stanchi e, precauzione molto importante, è necessario che sia preceduto da un riscaldamento adeguato.

                                                                     

Quando viene eseguita un’esercitazione finalizzata all’allenamento della velocità per 5-10 secondi, viene stimolata anche la resistenza alla velocità, in quanto l’organismo è costretto a lavorare in condizioni che determinano una considerevole produzione di lattato. L’allenamento della velocità dovrebbe essere realizzato riproducendo principalmente situazioni simili a quelle di gioco. Questa metodologia viene definita allenamento della velocità di tipo funzionale in considerazione del fatto che uno dei più importanti risultati che si vogliono ottenere è quello di migliorare la capacità dei giocatori di anticipare e di reagire nel corso delle diverse situazioni di gioco. Un esempio di allenamento “convenzionale” della velocità, consiste nell’effettuare scatti su distanze fisse al comando dell’allenatore. Tutto ciò, se da un lato migliora la capacità di produrre energia attraverso i sistemi anaerobici, dall’altro ha uno scarso effetto sulla capacità di reazione nelle situazioni di gioco, in quanto i calciatori devono rispondere a input (ad esempio un fischio) assai diversi rispetto agli stimoli che si verificano durante il gioco. Inoltre, nel corso di questo tipo di allenamento, non vengono allenati a sufficienza quei muscoli che nel gioco sono impegnati in movimenti rapidi di altra natura. 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Dott. Francesco Del Zotti

L’allenamento anaerobico si divide in meccanismi che sono alattacido e lattacido. Il primo  è il sistema energetico utilizzato nelle attività che richiedono grande velocità e potenza per brevissima durata ( 8-10 sec) come salti, scatti, sollevamento pesi. Il suo nome è dovuto alla mancata richiesta di ossigeno (anaerobico), e alla mancata produzione di acido lattico (alattacido).  Il secondo invece è il sistema energetico utilizzato nelle attività che richiedono forza e resistenza per un tempo attorno ai 60 secondi. Il suo nome è dovuto alla mancata richiesta di ossigeno (anaerobico), e alla produzione acido lattico (lattacido). La capacità anaerobica può essere valutata misurando alcuni parametri specifici dei meccanismi energetici che stanno alla base del lavoro muscolare compiuto in assenza di ossigeno. Uno di questi parametri è il livello di lattato nel sangue inteso come concentrazione, il livello di lattato nel sangue si mantiene basso fino a che il consumo di ossigeno rimane al di sotto del 55% del massimo consumo di ossigeno dell’atleta, dopodiché inizia ad aumentare. L’allenamento anaerobico può essere classificato in allenamento della velocità ed allenamento di resistenza alla velocità.

                                                                                                    

                                                                                                                                                                                                                                                    Dott. Francesco Del Zotti