Assign modules on offcanvas module position to make them visible in the sidebar.

FacebookTwitterLinkedinRSS Feed

Nella periodizzazione di un macrociclo sono compresi:

- periodo preparatorio (suddiviso in tappa fondamentale e tappa speciale)

- periodo agonistico (o pre-gara o competitivo)

- periodo transitorio (o di transizione)

Ogni periodo comprende mesocicli a loro volta composti da microcicli, organizzati in singole unità di allenamento.

Periodi di allenamento.

- Periodo preparatorio. È il periodo che precede quello competitivo ed è quindi dedicato alla preparazione per la prossima stagione agonistica.

Questo periodo in realtà non solo serve alla preparazione di base ma anche come ponte per l'ottenimento

dello stato migliore della forma atletica, che verrà esaltata al massimo nel successivo periodo agonistico. I mezzi e le metodologie da usare sono molteplici pertanto è bene suddividere il periodo preparatorio in due ulteriori tappe, la prima tappa (fondamentale) va dedicata quasi esclusivamente alla preparazione generale, mentre la seconda tappa (speciale) va rivolta quasi esclusivamente alla preparazione specifica. Il

rapporto di durata di queste due tappe è di due per la prima e uno per la seconda, rapporto che rimarrà costante sia che si adotti una periodizzazione semestrale che annuale.

Il periodo preparatorio entra anche in rapporto con il periodo agonistico e precisamente di due a uno o anche tre a due. Di conseguenza in una periodizzazione semestrale (più adatto ad atleti evoluti) potremmo avere:

• ottanta giorni circa da dedicare alla preparazione generale prevista nella prima fase del periodo preparatorio;

• quaranta giorni per la preparazione più specifica prevista come seconda fase dello stesso periodo preparatorio;

• sessanta giorni di esclusivo periodo agonistico suddiviso nelle varie tappe (mesocicli).

- Periodo agonistico competitivo. Tutta la pianificazione dell'allenamento per l'atleta agonista acquista un senso solo se finalizzata alle gare più importanti previste in questo periodo.

Bisognerà quindi giungere al periodo fondamentale in ottime condizioni di forma e di preparazione tecnica alfine di ricevere in questa fase quei ritocchi utili al massimo risultato. In questo periodo il livello della massima performance non dovrà essere ricercato più di una-due volte per gli atleti giovani e due-tre volte per gli atleti più evoluti. Per i giovani è inoltre consigliabile mantenere a buon livello le qualità fisiche generali e specifiche senza esagerare con esercitazioni tecniche specialistiche. Nel caso di periodizzazione annuale, e quindi di periodo competitivo particolarmente lungo, va inserita per tutti gli atleti una tappa intermedia della durata di 3-4 settimane ove verrà dato ampio risalto al lavoro generalizzato con momentaneo abbassamento di quello specifico. 

- Periodo transitorio (o riposo attivo). Il periodo che intercorre tra due stagioni agonistiche è quello che si chiama riposo attivo ovvero di lavoro molto ridotto rispetto al periodo precedente, senza però tralasciare le esercitazioni fondamentali che garantiscono il mantenimento delle potenzialità acquisite. È il periodo in cui si cerca di smaltire la fatica fisica e psichica accumulate in tutto l'arco della periodizzazione, mantenendosi però nelle condizioni di poter riprendere un lavoro impegnativo per imminente stagione, senza perdite di tempo, anzi garantendosi una condizione fisica ideale a ulteriori incrementi di carico e di risultato. Va evitato il riposo assoluto in quanto facilita la perdita di quanto acquisito e ritarda i tempi di ripresa per le tappe future.  Mediamente la durata del periodo transitorio è: 

• 2-4 settimane nella periodizzazione annuale; 

• 1-2 settimane in quella semestrale; 

• 2-3 settimane e per due - tre volte l'anno per i giovani. 

Il periodo transitorio è irrinunciabile se si vogliono garantire futuri risultati; è infatti paragonabile al tempo di recupero tra una serie e l'altra e tra un allenamento e l'altro, ovvero di quella pausa necessaria affinché l'organismo assorba il lavoro svolto, si adatti e infine risponda esprimendosi a livelli sempre maggiori.

                                                                                                                                                                                                                                               Dott. Francesco Del Zotti