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Tra gli obiettivi dell’allenamento della velocità possiamo trovare anzitutto quello del miglioramento della capacità di percepire le situazioni di gioco che richiedono un’azione immediata (percezione); miglioramento dell’abilità di intraprendere azioni immediate quando necessario (capacità di valutazione e di decisione); miglioramento della capacità di produrre forza in modo rapido durante le attività svolte ad alta intensità (rapidità di azione). Nel corso di un incontro i giocatori svolgono numerose attività che richiedono uno sviluppo di forza in tempi brevi, come scatti o rapidi cambi di direzione. Poiché sono attività decisive per il risultato finale di una partita, è importante dedicare un’attenzione particolare all’allenamento della velocità. Nell’allenamento della velocità, i giocatori devono essere impegnati in prestazioni massimali per periodi di tempo brevi (meno di 10 secondi). I periodi di pausa tra uno scatto e l’altro dovrebbero essere sufficientemente lunghi da consentire ai muscoli un recupero quasi completo e permettere quindi al calciatore di eseguire un’attività massimale anche nella ripetizione successiva. L’allenamento della velocità dovrebbe essere previsto nella prima fase della seduta in cui gli atleti non sono ancora stanchi e, precauzione molto importante, è necessario che sia preceduto da un riscaldamento adeguato.

                                                                     

Quando viene eseguita un’esercitazione finalizzata all’allenamento della velocità per 5-10 secondi, viene stimolata anche la resistenza alla velocità, in quanto l’organismo è costretto a lavorare in condizioni che determinano una considerevole produzione di lattato. L’allenamento della velocità dovrebbe essere realizzato riproducendo principalmente situazioni simili a quelle di gioco. Questa metodologia viene definita allenamento della velocità di tipo funzionale in considerazione del fatto che uno dei più importanti risultati che si vogliono ottenere è quello di migliorare la capacità dei giocatori di anticipare e di reagire nel corso delle diverse situazioni di gioco. Un esempio di allenamento “convenzionale” della velocità, consiste nell’effettuare scatti su distanze fisse al comando dell’allenatore. Tutto ciò, se da un lato migliora la capacità di produrre energia attraverso i sistemi anaerobici, dall’altro ha uno scarso effetto sulla capacità di reazione nelle situazioni di gioco, in quanto i calciatori devono rispondere a input (ad esempio un fischio) assai diversi rispetto agli stimoli che si verificano durante il gioco. Inoltre, nel corso di questo tipo di allenamento, non vengono allenati a sufficienza quei muscoli che nel gioco sono impegnati in movimenti rapidi di altra natura. 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Dott. Francesco Del Zotti