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Preparatore Atletico

 L'attività fisica induce modificazioni nell'organismo a carico dell'apparato muscoloscheletrico, dell'apparato respiratorio, del sistema cardiovascolare e a carico del metabolismo. Negli atleti impegnati negli sport di resistenza le modificazioni riguardano il cuore, le arterie, le vene ed il microciclo. 

Il cuore aumenta di volume perchè aumentano le dimensioni delle singole cellule muscolari che lo costituiscono. L'attività fisica aumenta la quantità di sangue da pompare e ciò stimola la produzione di proteine contrattili (actina e miosina).

Le arterie e in particolare l'aorta aumentano di volume per aumento della quantità di sangue che le attraversa. Altre modificazioni rilevanti sono la riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa vi è un miglioramento della capacità del cuore di pompare sangue, della gittata cardiaca, del ritorno venoso e della capacità di rilasciamento del ventricolo, infine si verifica anche un aumento delle masse muscolari. Tutto ciò avviene in soggetti che praticano sport di tipo dinamico, che è un'attività nella quale alla contrazione dei muscoli segue un movimento delle articolazioni ai quali i muscoli sono attaccati. 

                                                                                                                                                                                                                                                                    Dott. Francesco Del Zotti

 IL SOVRALLENAMENTO

È ormai ben noto quanto l’attività fisica costituisca un elemento di primaria importanza nel mantenimento di uno stile di vita sano, in quanto in grado di apportare innumerevoli benefici all’ organismo, comprendenti la prevenzione delle malattie cardiovascolari e metaboliche. Ma è anche vero che una pratica distorta dell’attività sportiva può arrecare più danni che benefici al nostro organismo. In molti casi si pensa infatti che un allenamento eccessivo non può far altro che produrre ulteriori miglioramenti, ma erroneamente non si tiene conto dei rischi a cui si può andare in contro. Infatti, durante un allenamento di questo genere si tende a utilizzare carichi esagerati rispetto ai limiti delle capacità di sopportazione dell’organismo. 

                                                                                                                         

Dalla supercompensazione al sovrallenamento.

E’ bene ricordare, infatti, che nel corso dell’allenamento fisico l’incremento dei carichi lavorativi provoca la rottura dell’equilibrio fisiologico (omeostasi) dell’ organismo dell’ atleta, cui segue una fase di recupero in cui viene ricostruito a livelli superiori di efficienza, rendendolo così capace di far fronte efficacemente a nuovi stimoli di qualità ed intensità sovrapponibili a quelli allenanti, secondo un processo definito supercompensazione. Un allenamento di successo, perciò, deve non solo prevedere un certo grado di sovraccarico fisico per volume ed intensità, ma anche evitare la combinazione di carichi lavorativi eccessivi ed insufficienti tempi di recupero. Un insufficiente tempo di riposo tra un carico lavorativo e l’altro, potrebbe indurre difatti una condizione di sovraffaticamento e sottoprestazione, considerabile come un primo precoce stadio dello sviluppo della sindrome da sovrallenamento ( overtraining ) . Questa è una condizione fisica che arriva quando si oltrepassa la soglia del benessere perché oltre a spingere il corpo a sopportare sforzi troppo intensi, non si dedica abbastanza tempo al riposo, con la conseguenza finale di una paradossale riduzione della performance fisica. Sono principalmente le motivazioni psicologiche, come il desiderio di vincere, la paura dell’insuccesso o la voglia di raggiungere obiettivi sempre più alti, a spingere un soggetto verso la condizione di sovrallenamento, o sindrome da sovrallenamento. Si può quindi intuire facilmente che sono soprattutto gli atleti a cadere in tale situazione proprio perché maggiormente condizionati da questi fattori. Secondo alcuni dati tale condizione si presenta in una elevata percentuale, addirittura superiore al 65%, degli atleti agonistici nel corso della loro carriera competitiva. 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                         Dott. Roberto Semeraro

La causa ben precisa dei crampi muscolari è sconosciuta ma alcuni ricercatori sostengono derivi da un affaticamento muscolare che porta ad anomalie nei meccanismi che controllano la contrazione muscolare. Ovviamente ci sono altri fattori che condizionano l'organismo come lavorare, il calore intenso e la disidratazione. Alcuni tipi di allenamento, come quelli anaerobici (come ad esempio gli scatti nella corsa) impoveriscono rapidamente di ossigeno il muscolo, con conseguente accumulo di prodotti di scarto, e questo causa uno spasmo, quando inizia un crampo, il midollo spinale stimola il muscolo a rimanere contratto. I crampi insorgono con più frequenza nella stagione calda perché il sudore drena i liquidi del corpo e con esso i sali minerali come il potassio, il magnesio e il calcio, la diminuzione di queste sostanze causa lo spasmo del muscolo posto ad uno stress intenso.

                                                                                                       

Per quanto riguarda i crampi notturni che sono sempre contrazioni involontarie improvvise e dolorose, ed il rischio di soffrire di crampi notturni aumenta con l’età può colpire anche le donne incinte tuttavia non hanno alcuna causa evidente ed a volte potrebbero essere collegati ad:  

- Alcolismo

- Morbo di Addison

- Uso di farmaci per il controllo della pressione alta

- Cirrosi

- Diarrea

- Diabete di tipo 2 

- Uso di diuretici

- Squilibrio elettrolitico

- Ipotiroidismo

- Insufficienze renale cronica

- Affaticamento muscolare

Il trattamento dei crampi è molto semplice, di solito vanno via da soli senza aver bisogno di un medico seguendo alcuni semplici accorgimenti, come smettere di fare qualsiasi attività che abbia innescato il crampo, allungare delicatamente e massaggiare il muscolo con il crampo, tenendolo in posizione allungata fino a quando il crampo si ferma ed infine applicare calore sui muscoli tesi e contratti, o ghiaccio sui muscoli dolenti e rilasciati. Per evitare crampi in futuro, bisogna lavorare costantemente per ottenere una migliore forma fisica generale. Fate esercizi di stretching regolari prima e dopo l'allenamento per allungare i gruppi muscolari più suscettibili ai crampi. Ricordare di assumere il giusto quantitativo di liquidi e quindi di bere sia prima, durante che dopo la pratica sportiva (le bevande che contengono aggiunte di sali minerali sono di aiuto). Inoltre l'idratazione è il 30% della prestazione, quindi fondamentale.

                                                                                                                 

Alcuni cibi fondamentali per evitare i crampi sono sicuramente il magnesio, il potassio e il calcio quindi alimenti come banane, verdure, uova e yogurt non dovrebbero mai mancare nelle diete.

                                                                                                                                                                                                                                                                                        Dott. Francesco Del Zotti