Assign modules on offcanvas module position to make them visible in the sidebar.

FacebookTwitterLinkedinRSS Feed

Personal Trainer

 EPO

L'eritropoietina o EPO che dir si voglia è una sostanza che fa parte degli ormoni peptidici e controlla la regolazione della linea eritrocitaria. L'eritropoietina umana è un ormone glicoproteico prodotto a livello renale per circa il 90% e epatico per il restante 10%, in risposta ad ipossia tissutale. Esso stimola la proliferazione e la differenzazione eritroide. Esiste una correlazione inversa tra l'ematocrito, i livelli di emoglobina ed i livelli di EPO sierica. Quando l'ematocrito o i livelli di emoglobina si abbassano e l'anemia diventa più grave, i livelli di EPO sierica aumentano in maniera esponenziale.

In origine, l'EPO esogena usata in terapia era ottenuta dalla purificazione delle urine di pazienti affetti da anemia grave, nelle quali l'ormone è presente in quantità elevate. In seguito è stata prodotta con tecniche di DNA ricombinate ed oggi viene largamente usata un'EPO umana ricombinante (rHuEPO) che può essere somministrata per via endovenosa o intramuscolare. La sua emivita è di alcune ore e viene eliminata attraverso le urine ma non può essere eliminata dalla dialisi.

                                                                                                                     

L'uso dell'EPO nel doping è stato introdotto per sostituire la pericolosa pratica dell'emo trasfusione sportiva, per questo viene definita doping ematico. L'ossigenazione sanguigna è un elemento essenziale nell'ottimizzazione dell'attività muscolare. L'aumento del trasportod'ossigeno ai tessuti è associato ad un sostanziale miglioramento della prestazione fisica, sopratutto negli sport di endurance. L'EPO produce un miglioramento della produzione aerobica di energia e, conseguentemente della prestazione di resistenza.

In linea teorica, l'uso di EPO finalizzato al doping dovrebbe essere sortire effetti simili all'allenamento in alta quota, ma non ci sono dati scientifici a supporto di tale ipotesi nonostante sia scritto in numerosi libri di testo. Il ciclismo e lo sci di fondo sono gli sport dove l'abuso di EPO è maggiore.

L'eritropoietina endogena agisce sull'eritrone, stimolando la produzione e la crescita dei globuli rossi, opera una selezione scegliendo le cellule più adatte a maturare fino a diventare eritrociti, allo stesso tempo l'EPO induce le altre cellule a morire per apoptosi. A differenza di quella endogena, la rHuEPO non è in grado di selezionare, all'interno dell'eritrone, le cellule più adatte a diventare eritrociti. Ciò comporta che tutte le cellule dell'eritrone, anche quelle imperfette, maturano e diventano eritrociti, aumentando così il rischio di malattie del tessuto emopoietico. L'eccessiva concentrazione di EPO nel sangue può anche produrre leucemia mieloide acuta. Si può verificare la formazione di trombi all'interno delle cavità cardiache e dei vasi. Inoltre può indurre ipertensione arteriosa, aumenta il rischio di infarto miocardico e, a causa di una prevalente attività del farmaco sui vasi delle zone profonde del cervelo anticipa le malattie di tipo neurodegenerativo dipendenti dall'età. 

                                                                                                                                                                                                                                                                               Francesco Del Zotti

Dopo gli anabolizzanti andiamo ad analizzare gli ormoni peptidici che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione dei processi di riproduzione, nella crescita e nello sviluppo corporeo. La sintesi e la secrezione di questi ormoni è sotto il controllo di neurotrasmettitori prodotti dall'asse ipotalamo-ipofisario, tra questi ci sono la corticotropina (ACTH) e l'ormone della crescita (GH). Gli ormoni peptidici sono inclusi nella lista delle sostanze vietate sia in competizione che fuori ed occupano la posizione S2 della classificazione wada. Oltre alle sostanze sopra citate fanno parte di questa classe il fattore di crescita insulino-simile (IGF-1), l'insulina e l'eritropoietina (EPO). Per dare rilievo ed importanza a queste sostanze in ogni articolo vi parlerò di una sostanza diversa. Iniziamo con l'insulina, ci tengo a precisare che le nozioni presenti in questo articolo non si riveriscono ai soggetti diabetici.

                                                                                    

INSULINA

Viene prodotta dalle cellule Beta delle isole di Langerhans del pancreas. Il principale fattore che controlla la sintesi e la secrezione di insulina è la concentrazione plasmatica di glucosio. La principale azione dell'insulina è la conservazione delle riserve di energia dell'organismo attraverso la captazione, l'utilizzo ed il deposito di glucosio, amminoacidi e lipidi al termine di un pasto. Dopo aver elencato brevemente e molto grossolanamente le funzioni dell'insulina scopriamo perché l'insulina è assunta dagli atleti, il motivo principale è per agevolare l'uso dei carboidrati ed aumentare la captazione degli amminoacidi nel muscolo e quindi favorire la sintesi delle proteine ripristinando la struttura muscolare dopo lo sforzo. L'insulina viene utilizzato come doping specialmente nell'atletica leggera e negli altri sport di resistenza, esiste la convinzione che eserciti un effetto anabolizzante.

Eventi avversi

L'uso di questa sostanza può portare alla comparsa di crisi ipoglicemiche che possono essere causate da dosi elevate di ormone, da sforzi intensi o insufficiente apporto di carboidrati. Queste crisi sono caratterizzate da irrequietezza, vomito e sudorazione fino al coma e morte. Se l'suo diviene prolungato può causare reazioni avverse a carico del sistema cardiovascolare come aritmie cardiache, ipertensione o ritenzione dei liquidi. 

                                                                                                                                                                                                                                                                            Dott. Francesco Del Zotti

Per over-training si intende eccesso di training ovvero di allenamento, e si manifesta come stanchezza fisica e riduzione della performance. E' uno squilibrio tra allenamento e recupero che provoca una disfunzione del sistema neuroendocrino a livello ipotalamico. Viene molto spesso confuso con over-reaching che è di breve durata (recuperabile con due settimane di riposo) o con il banale senso di fatica che dura 1 o 2 giorni. Molto spesso l'over-reaching è l'anticamera dell'over-training. 

Per il recupero dell'over-training invece sono necessari mesi di riposo, il rischio di over-training aumenta in funzione dell'intensità e della durata dell'allenamento, ma è in relazione soprattutto con il recupero. La sindrome da O.T. è il risultato di una risposta inadeguata ad uno stress che supera la capacità di adattamento e che si esprime con uno squilibrio neuro-ormonale.

                                                                                                                                                                                                                                                                      Dott. Francesco Del Zotti

Bisogna iniziare facendo un piccolo preambolo elencando alcune cose noiose ma allo stesso tempo importanti. Gli anabolizzanti androgeni si dividono in Endogeni come il Testosterone ed Esogeni come il THG o il Nandrolone. Il testosterone è il principale ormone sessuale maschile ed è essenzialmente sintetizzato dalle cellule interstiziali dei testicoli ma anche in piccole quantità dall'ovaio e dalle ghiandole surrenali. Il testosterone origina dal colesterolo, ed anche i suoi più diretti precursori come il DHEA e l' Androstenedione possono essere rilasciati dalle gonadi per poi essere convertiti in testosterone nel fegato. Detto questo faremo un breve elenco di quali sono gli effetti le modalità di assunzione e cosa possono provocare.

EFFETTI: 

- Avendo una natura steroidea come i glucocorticoidi entrano direttamente nel citoplasma e attivano il recettore citoplasmatico intracellulare che invia la comunicazione al nucleo di attivare la sintesi proteica.

- Sono inibitori dei recettori del gaba-a (inibiscono l'ingresso del CL), tanto da portare a convulsioni ed ansia.

- Sono modulatori dei recettori NMDA del GLU (producono aggressività).

- Aumentano il lavoro della cellula, la sintesi dei globuli rossi e la struttura muscolare.

                                                                                                                           

ASSUNZIONE

Avviene in maniera piramidale a cicli, con dosi crescenti e decrescenti in prossimità della gara o per stacking con l'assunzione di più anabolizzanti per volta. Le dosi utilizzate sono 200 volte superiori rispetto a quelle usate in terapia.

                                                                                                                         

EVENTI AVVERSI

Ora affrontiamo il punto più importante dove farò un elenco di problemi causate da queste sostanze che non hanno bisogno di commenti.

Uomo: ginecomastia, calvizia, diminuzione della libido, atrofia testicolare, azoospermia.

Donna: irsutismo, alterazione voce, diminuzione del volume mammario, ipertrofia clitoride. 

Inoltre possono provocare epatiti e ittero, aterosclerosi, acne e lesioni muscolari e tendinee oltre a questo sono immunosoppressori e alla sospensione si va incontro a depressione e sindrome d'astinenza.

                                                                                                                                                                                                                                                                       Dott. Francesco Del Zotti

 LA MODULAZIONE DELLO STRESS OSSIDATIVO ATTRAVERSO L'ATTIVITÀ FISICA QUOTIDIANA.

Lo stress ossidativo è coinvolto in diversi stati fisiopatologici, come l'invecchiamento, malattie infiammatorie, cardiovascolari e neurodegenerative, danneggiando vari componenti cellulari e tissutali, tra cui proteine, DNA e lipidi. D'altra parte, i radicali liberi, che reagiscono facilmente con una qualsiasi molecola si trovi in loro prossimità (carboidrati, lipidi, proteine, acidi nucleici) danneggiandola e spesso compromettendone la funzione, durante l'attività fisica sono importanti modulatori di contrazione muscolare, protezione antiossidante, e inoltre ripara il danno ossidativo.

RISULTATI:

Una delle sindromi che può essere causata dallo stress ossidativo è quella da STANCHEZZA CRONICA (CFS), caratterizzata da persistente stanchezza, medicalmente inspiegabile, così come i sintomi quali dolore muscolo-scheletrico, disturbi del sonno, mal di testa e difficoltà di concentrazione e di memoria a breve termine; presentandosi così come un problema debilitante. Il trattamento può includere interventi fisici, come la terapia d’esercizio fisico, infatti un regolare e moderato esercizio fisico sembra contrastare le alterazioni ossidative negative, legate allo stress e promuovendo uno stile di vita sano, con un ridotto rischio di malattie coronariche e di morte; al contrario, un acuto e faticoso esercizio fisico può generare un eccesso di produzione, favorendo casi di morte cardiaca in soggetti sedentari con una preesistente malattia vascolare. 

 

OBIETTIVI:

L'obiettivo di questa review è stato quello di determinare gli effetti di ESERCIZIO TERAPIA (ET) per i pazienti con CFS rispetto a qualsiasi altro intervento o controllo:

·        Esercizio terapia con il trattamento di “controllo passivo”, come il rilassamento, e flessibilità);

·        Esercizio terapia contro altri trattamenti attivi (ad esempio la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), trattamento cognitivo, terapia di supporto, terapia farmacologica con antidepressivi);

·        Esercizio terapia in combinazione con altre strategie di trattamento specifico (es esercizio combinato con un trattamento farmacologico vs esclusivo trattamento farmacologico).

CRITERI DI SELEZIONE:

Gli studi randomizzati controllati coinvolgono adulti con una diagnosi primaria di CFS, adatti a partecipare all’esercizio terapia. Gli studi dovevano confrontare l’esercizio terapia senza terapie psicologiche, di stimolazione o farmacologiche.

PRINCIPALI RISULTATI:

Abbiamo incluso otto studi randomizzati controllati con 1518 partecipanti. Tre studi hanno diagnosticato individui con CFS con i criteri del 1994 dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e cinque hanno utilizzato i criteri di Oxford. L’ Esercizio Terapia durava da 12 a 26 settimane. Sette studi hanno utilizzato varianti di aerobica, come camminare, nuotare, andare in bicicletta o ballare a livelli misti in termini di intensità dell’esercizio aerobico da molto bassa a molto rigorosa, mentre uno studio ha utilizzato esercizi anaerobici. I gruppi di lavoro presentavano un controllo passivo (otto studi, ad esempio, il trattamento come di consueto, il rilassamento e la flessibilità) o CBT (due studi), la terapia cognitiva (uno caso), l'ascolto di appoggio (uno caso), stimolazione (uno studio), trattamento farmacologico (uno studio) e trattamento di combinazione (uno studio). Sette studi hanno costantemente mostrato una riduzione della fatica dopo l'Esercizio Terapia alla fine del trattamento, anche se bilancia la fatica utilizzata da diversi sistemi di punteggio: una scala di 11-item, con un sistema di punteggio da 0 a 11 punti (MD -6,06, 95% CI -6.95 a -5,17, uno studio, 148 partecipanti, prove di bassa qualità); la stessa scala 11-item con un sistema di punteggio di 0 a 33 punti (MD -2.82, 95% CI -4,07 a -1,57; tre studi, 540 partecipanti; prova di qualità moderata); e una scala di 14 item con un sistema di punteggio di 0 a 42 punti (MD -6,80, IC 95% -10,31 a -3,28, tre studi, 152 partecipanti; prova di qualità moderata). Reazioni avverse gravi sono stati rari in entrambi i gruppi, ma i dati sparsi resero impossibile la revisione per trarre conclusioni. Gli autori dello studio hanno riportato un effetto positivo di Esercizio Terapia alla fine del trattamento rispetto al sonno (323 partecipanti), il funzionamento fisico (725 partecipanti) e cambiamenti della salute generale auto-percepita (489 partecipanti). Uno studio (298 partecipanti) ha portato ad una scarsa differenza nella fatica alla fine del trattamento tra i due gruppi utilizzando una scala di 11-item con un sistema di punteggio di 0 a 33 punti (MD 0.20, 95% CI -1,49 a 1,89). Reazioni avverse gravi sono state rare in entrambi i gruppi (RR 0.67, 95% CI 0,11-3,96). Abbiamo osservato poca o nessuna differenza nella funzione fisica, depressione, l'ansia e il sonno, e non siamo stati in grado di trarre conclusioni per quanto riguarda il dolore, i cambiamenti auto-percepita nella salute generale. Per quanto riguarda gli altri confronti, uno studio (320 partecipanti) ha suggerito un beneficio generale stimolato da esercizi adattivi. Le prove a disposizione erano troppo scarse per trarre conclusioni circa l'effetto degli interventi farmaceutici.

 CONCLUSIONE:

Il rapporto tra esercizio e stress ossidativo è estremamente complessa, a seconda della modalità, intensità e durata di esercizio. Questi effetti possono essere spiegati dalla TEORIA ORMESI, in cui basse dosi di un agente che è dannoso ad alte dosi, induce un adattativo effetto benefico sulle cellule o organismo. I pazienti con CFS ne possono generalmente beneficiare e si sentono meno affaticati dopo la terapia da esercizio fisico, e nessun dato suggerisce che l'Esercizio Terapia possa peggiorare gli esiti. Un effetto positivo è stato osservato sul ritmo del sonno, la funzione fisica e la salute generale auto-percepita. L'efficacia dell’esercizio terapia sembra maggiore di quella della stimolazione, ma simile a quella di CBT. Gli studi randomizzati con basso rischio di errori sistematici sono necessari per indagare il tipo, la durata e l'intensità del più vantaggioso intervento.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Dott. Gabriele Turco