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Questa classe occupa la posizione M1 della classificazione wada e proibisce i seguenti metodi:

1. La somministrazione o reintroduzione nel sistema circolatorio di qualsiasi quantità di sangue autologo, allogenico (omologo) o eterologo o di prodotti contenenti globuli rossi di qualsiasi origine.

2. Potenziamento artificiale dell’assorbimento, del trasporto o del rilascio di ossigeno. Includono, ma non si limitano a: sostanze chimiche perfluoridiche; efaproxiral (RSR13) e prodotti di emoglobina modificata, ad es. sostituti del sangue basati sull’emoglobina, prodotti di emoglobina microincapsulata, ad esclusione dell’ossigeno supplementare.

3. Qualsiasi forma di manipolazione endovascolare del sangue o di componenti del sangue con mezzi fisici o chimici.

Detto questo c'è da sapere che più alta è la capacità di trasporto dell’ossigeno da parte del sangue, maggiore sarà la resistenza in una prestazione sportiva. Questo è il motivo per cui alcuni atleti utilizzano il doping ematico, considerandolo particolarmente vantaggioso. Ciò avviene soprattutto tra i ciclisti, i nuotatori e i corridori di fondo. È stato accertato che il doping ematico può determinare un aumento del 7% di emoglobina del 5% la VO2max e del 34% del tempo di esaurimento al 95% di VO2max. Per raggiungere questo aumento di prestazione le tecniche usate comprendono la trasfusione di globuli rossi da un donatore (in genere omologo) per aumentare la quantità di emoglobina disponibile per il trasporto dell'ossigeno verso i muscoli (e quindi migliorare le prestazioni atletiche). Sebbene sia stata provata l’efficacia del doping ematico nel migliorare le prestazioni atletiche, esso comporta delle procedure invasive, nonché il rischio che le apparecchiature di trasfusione vengano scoperte dagli ispettori delle autorità antidoping. Inoltre, queste trasfusioni possono rappresentare un pericolo per la salute. Anche in contesti clinici controllati, infatti, può presentarsi un rischio significativo di reazione emolitica associata all’uso di un gruppo sanguigno errato, oppure può insorgere un’infezione dovuta a una contaminazione batterica del sangue trasfuso. Non esistono ancora dei test completamente affidabili per l'individuazione del doping ematico. Ultimamente, la scienza medica ha sviluppato dei trasportatori artificiali di ossigeno o sostituti del sangue, che, sia pure temporaneamente, ottengono lo stesso effetto di una trasfusione di globuli rossi. Questi agenti sono basati su emoglobina modificata o perfluorocarburi. I trasportatori artificiali di ossigeno sono il frutto dell'immenso sforzo compiuto dalla ricerca medica per risolvere il problema mondiale della carenza di donazioni di sangue. Tali sostanze sono state realizzate per sostituire le funzioni di trasporto dell'ossigeno svolte dagli eritrociti, e vengono generalmente utilizzate in caso di gravi traumi o interventi chirurgici. I perfluorocarburi sono composti sintetizzati chimicamente, con una struttura portante di atomi di fluoro. Sono in grado di dissolvere grandi quantità di gas e di disperdere l'ossigeno in un volume 100 volte superiore rispetto al plasma. Lo scopo terapeutico di queste sostanze è fornire una scorta temporanea di ossigeno al cervello e agli altri tessuti in pazienti che hanno subito gravi perdite di sangue e che si trovano in pericolo di vita. Gli effetti avversi associati all'uso di perfluorocarburi comprendono sintomi influenzali come febbre e mialgie. I perfluorocarburi sono stati anche correlati a congestione epatica o splenica, con conseguente insufficienza dell'organo e compromissione dei meccanismi di difesa immunitaria. Altri effetti collaterali possono essere: reazioni allergiche, aumento della temperatura corporea oltre i 40 °C, febbre e rinite, diarrea, tossicità renale, epatica e polmonare (nella maggior parte dei casi le lesioni sono probabilmente irreversibili), infezioni ematiche in caso di preparati batteriologicamente impuri, gravi disturbi cardiovascolari, quali embolia e trombosi (trombocitopenia), rischio di trasmissione del virus HIV in caso di utilizzo degli stessi aghi su più persone, formazione di bolle d'aria nei vasi sanguigni in seguito all'iniezione.   

Reazioni avverse doping ematico

I principali effetti collaterali del doping ematico comprendono: formazione di coaguli, sovraccarico del sistema circolatorio, danni renali per reazioni allergiche e trasmissione di malattie infettive, come l'AIDS.  

Altri effetti collaterali possono essere: eruzione cutanea, febbre e shock anafilattico dovuto a reazione allergica, shock metabolico, reazioni emolitiche acute con danni renali, in caso di gruppo sanguigno errato, reazioni ritardate alla trasfusione, quali febbre e ittero (potenzialmente letali) e trasmissione di malattie infettive (epatite virale e AIDS). Anche in condizioni ospedaliere standard, i rischi di infezioni da patogeni come l'HIV e i virus dell'epatite, nonché di reazioni alla trasfusione, richiedono che la procedura sia svolta con la massima accuratezza e attenzione. Una trasfusione di prodotti ematici svolta senza supervisione potrebbe aumentare questi rischi. Inoltre, l'aumento dell'ematocrito oltre i normali livelli fisiologici determina un incremento della viscosità ematica, con conseguente rischio di eventi trombotici e infarto del miocardio.   

Reazioni avverse per i trasportatori artificiali dell'ossigeno

Gli effetti collaterali dei trasportatori artificiali di ossigeno variano significativamente, e comprendono: febbre, riduzione del numero di piastrine, ipertensione, vasocostrizione, irritabilità gastrointestinale, riduzione dell'apporto di ossigeno ai tessuti, danni renali e sovraccarico di ferro. In particolare, in seguito alla somministrazione di trasportatori artificiali di ossigeno, potrebbe determinarsi un'elevata pressione periferica e polmonare. In presenza di alte concentrazioni di ossigeno nei tessuti, un riflesso arteriolare iperossico potrebbe ridurre il numero e il diametro dei capillari funzionali, allo scopo di evitare il danno ossidativo tissutale e aumentare la resistenza dei vasi. Inoltre, i trasportatori di ossigeno a base di emoglobina riducono la vasodilatazione mediata dall'ossido nitrico in arteriole e capillari. Altri effetti avversi sono manifestazioni gastrointestinali con aumento del tono degli sfinteri intestinali, marcata flatulenza e meteorismo. I prodotti ematici derivati da emoglobina di origine umana o bovina possono contenere agenti infettivi, specialmente virus, o indurre effetti immunogenici nel ricevente.   

Gli effetti avversi associati all'uso di perfluorocarburi comprendono sintomi influenzali come febbre e mialgie. I perfluorocarburi sono stati anche correlati a congestione epatica o splenica, con conseguente insufficienza dell'organo e compromissione dei meccanismi di difesa immunitaria. Altri effetti collaterali possono essere: reazioni allergiche, aumento della temperatura corporea oltre i 40 °C, febbre e rinite, diarrea, tossicità renale, epatica e polmonare (nella maggior parte dei casi le lesioni sono probabilmente irreversibili), infezioni ematiche in caso di preparati batteriologicamente impuri, gravi disturbi cardiovascolari, quali embolia e trombosi (trombocitopenia), rischio di trasmissione del virus HIV in caso di utilizzo degli stessi aghi su più persone, formazione di bolle d'aria nei vasi sanguigni in seguito all'iniezione.

                                                                                                                                                                                                Dott. Francesco Del Zotti