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Personal Trainer

Gli stimolanti costituiscono la prima classe della lista delle "sostanze vietate in competizione", comprende una serie di composti che hanno la proprietà di stimolare il sistema nervoso centrale e, per gran parte di essi, anche la componente "simpatica" del sistema nervoso vegetativo. Ne fanno parte gli stimolanti psicomotori e gli stimolanti respiratori centrali, i primi includono composti amfetaminosimili, cocaina, simpaticomimetici ad azione centrale, non-amfetaminosimili e metilxantine in particolare la caffeina, i secondi ovvero gli stimolanti respiratori centrali sono rappresentati dai farmaci analettici bulbari, composti da azione centrale di diversa struttura e meccanismo d'azione, tutti con una spiccata capacità di stimolare la ventilazione. Ora qui di seguito analizzeremo nello specifico alcune sostanze tra le più utilizzate.

1. AMFETAMINA

E' una sostanza che aumenta la quantità delle amine biogene noradrenalina, dopamina e serotonina nel vallo sinaptico, esplicando così la loro attività simpaticomimetica in modo indiretto. L'amfetamina  è una molecola completamente assorbita a livello intestinale, ha un'emivita plasmatica di 12 ore. L'eliminazione avviene per filtrazione renale, la presenza della molecola nelle urine può essere facilmente mascherata in presenza di agenti come l'acetazolamide o il probenecid.

Effetti: aumenta l'attenzione, la loquacità, il senso di grandezza e l'aggressività e diminuisce la stanchezza

Effetti avversi: prova dipendenza, nausea, perdita di appetito, anoressia, vomito, ipertensione, compromissione delle capacità di giudizio, ansia.

2. COCAINA 

La cocaina può essere assunta per via nasale, inalatoria (fumo), orale ed endovenosa. Ha un'emivita plasmatica molto breve (meno di 1 ora) e viene scarsamente escreta con le urine, La cocaina e alcuni metaboliti si ritrovano anche nei capelli e questo potrebbe consentire un esame analitico dell'abuso di cocaina effettuato anche molto dopo la sua assunzione. Questa sostanza somministrata durante l'esercizio fisico, aumenta fortemente la glicogenolisi e la formazione  di acido lattico, nonchè la vasocostrizione, potenziando in questo senso le risposte simpatiche già indotte dall'esercizio fisico stesso. Parallelamente negli atleti la cocaina riduce la resistenza durante la prestazione fisica ed ha un effetto ergogeno solo nelle attività sportive di breve durata dove si richiede una scarica di energia intensa. 

Effetti: aumenta l'attenzione, l'euforia, la libidine, la loquacità e diminuisce la fatica

Effetti avversi: Affatica l'apparato cardiorespiratorio, provoca dipendenza, paranoia, depressione, ipertensione e aumenta l'irritabilità

Gli stimolanti psicomotori sono utilizzati nel doping prevalentemente il giorno della gara; L'uso di questi farmaci nella pratica sportiva può essere molto pericoloso. Sono considerati in grado di migliorare le prestazioni nelle attività di potenza e di resistenza, come ad esempio il ciclismo, il basket e il calcio.

3. METILXANTINE

Fra le metilxantine, la caffeina è il composto più utilizzato nel doping. L'antagonismo dei recettori per l'adenosina e il blocco delle fosfodiesterasi, con l'aumento dei livelli intracellulari di AMP-ciclico, sono i meccanismi alla base degli effetti broncodilatatori ed ergogeni per i quali questi farmaci sono utilizzati nel doping. La caffeina è prevalentemente utilizzata dagli atleti per i suoi effetti sul metabolismo cellulare, spesso in associazione con l'efedrina e l'aspirina.

Queste sostanze occupano la posizione S6 nella classificazione WADA, tranne la caffeina che è una sostanza posta sotto monitoraggio e viene considerata doping solo in caso di grandi quantità. Esistono anche altri tipi di stimolanti come l'EFEDRINA, la STRICNINA, la NICHETAMIDE, l' AMIFENAZOLO, il MODAFINILE e l'ADRAFINILE, meno conosciuti e meno utilizzate. 

Purtroppo all'interno dello sport è una pratica molto usata e alcuni tra i più celebri sportivi nello specifico, calciatori come Maradona, Mutu, Flachi e carrozzieri, fantini come Dettori, ciclisti come Tom Boonen, infine Mike Tyson sono stati beccati dal controllo anti-doping con squalifiche lunghissimi che hanno rovinato la loro carriera.

Dott. Francesco Del Zotti

Questa classe occupa la posizione M1 della classificazione wada e proibisce i seguenti metodi:

1. La somministrazione o reintroduzione nel sistema circolatorio di qualsiasi quantità di sangue autologo, allogenico (omologo) o eterologo o di prodotti contenenti globuli rossi di qualsiasi origine.

2. Potenziamento artificiale dell’assorbimento, del trasporto o del rilascio di ossigeno. Includono, ma non si limitano a: sostanze chimiche perfluoridiche; efaproxiral (RSR13) e prodotti di emoglobina modificata, ad es. sostituti del sangue basati sull’emoglobina, prodotti di emoglobina microincapsulata, ad esclusione dell’ossigeno supplementare.

3. Qualsiasi forma di manipolazione endovascolare del sangue o di componenti del sangue con mezzi fisici o chimici.

Detto questo c'è da sapere che più alta è la capacità di trasporto dell’ossigeno da parte del sangue, maggiore sarà la resistenza in una prestazione sportiva. Questo è il motivo per cui alcuni atleti utilizzano il doping ematico, considerandolo particolarmente vantaggioso. Ciò avviene soprattutto tra i ciclisti, i nuotatori e i corridori di fondo. È stato accertato che il doping ematico può determinare un aumento del 7% di emoglobina del 5% la VO2max e del 34% del tempo di esaurimento al 95% di VO2max. Per raggiungere questo aumento di prestazione le tecniche usate comprendono la trasfusione di globuli rossi da un donatore (in genere omologo) per aumentare la quantità di emoglobina disponibile per il trasporto dell'ossigeno verso i muscoli (e quindi migliorare le prestazioni atletiche). Sebbene sia stata provata l’efficacia del doping ematico nel migliorare le prestazioni atletiche, esso comporta delle procedure invasive, nonché il rischio che le apparecchiature di trasfusione vengano scoperte dagli ispettori delle autorità antidoping. Inoltre, queste trasfusioni possono rappresentare un pericolo per la salute. Anche in contesti clinici controllati, infatti, può presentarsi un rischio significativo di reazione emolitica associata all’uso di un gruppo sanguigno errato, oppure può insorgere un’infezione dovuta a una contaminazione batterica del sangue trasfuso. Non esistono ancora dei test completamente affidabili per l'individuazione del doping ematico. Ultimamente, la scienza medica ha sviluppato dei trasportatori artificiali di ossigeno o sostituti del sangue, che, sia pure temporaneamente, ottengono lo stesso effetto di una trasfusione di globuli rossi. Questi agenti sono basati su emoglobina modificata o perfluorocarburi. I trasportatori artificiali di ossigeno sono il frutto dell'immenso sforzo compiuto dalla ricerca medica per risolvere il problema mondiale della carenza di donazioni di sangue. Tali sostanze sono state realizzate per sostituire le funzioni di trasporto dell'ossigeno svolte dagli eritrociti, e vengono generalmente utilizzate in caso di gravi traumi o interventi chirurgici. I perfluorocarburi sono composti sintetizzati chimicamente, con una struttura portante di atomi di fluoro. Sono in grado di dissolvere grandi quantità di gas e di disperdere l'ossigeno in un volume 100 volte superiore rispetto al plasma. Lo scopo terapeutico di queste sostanze è fornire una scorta temporanea di ossigeno al cervello e agli altri tessuti in pazienti che hanno subito gravi perdite di sangue e che si trovano in pericolo di vita. Gli effetti avversi associati all'uso di perfluorocarburi comprendono sintomi influenzali come febbre e mialgie. I perfluorocarburi sono stati anche correlati a congestione epatica o splenica, con conseguente insufficienza dell'organo e compromissione dei meccanismi di difesa immunitaria. Altri effetti collaterali possono essere: reazioni allergiche, aumento della temperatura corporea oltre i 40 °C, febbre e rinite, diarrea, tossicità renale, epatica e polmonare (nella maggior parte dei casi le lesioni sono probabilmente irreversibili), infezioni ematiche in caso di preparati batteriologicamente impuri, gravi disturbi cardiovascolari, quali embolia e trombosi (trombocitopenia), rischio di trasmissione del virus HIV in caso di utilizzo degli stessi aghi su più persone, formazione di bolle d'aria nei vasi sanguigni in seguito all'iniezione.   

Reazioni avverse doping ematico

I principali effetti collaterali del doping ematico comprendono: formazione di coaguli, sovraccarico del sistema circolatorio, danni renali per reazioni allergiche e trasmissione di malattie infettive, come l'AIDS.  

Altri effetti collaterali possono essere: eruzione cutanea, febbre e shock anafilattico dovuto a reazione allergica, shock metabolico, reazioni emolitiche acute con danni renali, in caso di gruppo sanguigno errato, reazioni ritardate alla trasfusione, quali febbre e ittero (potenzialmente letali) e trasmissione di malattie infettive (epatite virale e AIDS). Anche in condizioni ospedaliere standard, i rischi di infezioni da patogeni come l'HIV e i virus dell'epatite, nonché di reazioni alla trasfusione, richiedono che la procedura sia svolta con la massima accuratezza e attenzione. Una trasfusione di prodotti ematici svolta senza supervisione potrebbe aumentare questi rischi. Inoltre, l'aumento dell'ematocrito oltre i normali livelli fisiologici determina un incremento della viscosità ematica, con conseguente rischio di eventi trombotici e infarto del miocardio.   

Reazioni avverse per i trasportatori artificiali dell'ossigeno

Gli effetti collaterali dei trasportatori artificiali di ossigeno variano significativamente, e comprendono: febbre, riduzione del numero di piastrine, ipertensione, vasocostrizione, irritabilità gastrointestinale, riduzione dell'apporto di ossigeno ai tessuti, danni renali e sovraccarico di ferro. In particolare, in seguito alla somministrazione di trasportatori artificiali di ossigeno, potrebbe determinarsi un'elevata pressione periferica e polmonare. In presenza di alte concentrazioni di ossigeno nei tessuti, un riflesso arteriolare iperossico potrebbe ridurre il numero e il diametro dei capillari funzionali, allo scopo di evitare il danno ossidativo tissutale e aumentare la resistenza dei vasi. Inoltre, i trasportatori di ossigeno a base di emoglobina riducono la vasodilatazione mediata dall'ossido nitrico in arteriole e capillari. Altri effetti avversi sono manifestazioni gastrointestinali con aumento del tono degli sfinteri intestinali, marcata flatulenza e meteorismo. I prodotti ematici derivati da emoglobina di origine umana o bovina possono contenere agenti infettivi, specialmente virus, o indurre effetti immunogenici nel ricevente.   

Gli effetti avversi associati all'uso di perfluorocarburi comprendono sintomi influenzali come febbre e mialgie. I perfluorocarburi sono stati anche correlati a congestione epatica o splenica, con conseguente insufficienza dell'organo e compromissione dei meccanismi di difesa immunitaria. Altri effetti collaterali possono essere: reazioni allergiche, aumento della temperatura corporea oltre i 40 °C, febbre e rinite, diarrea, tossicità renale, epatica e polmonare (nella maggior parte dei casi le lesioni sono probabilmente irreversibili), infezioni ematiche in caso di preparati batteriologicamente impuri, gravi disturbi cardiovascolari, quali embolia e trombosi (trombocitopenia), rischio di trasmissione del virus HIV in caso di utilizzo degli stessi aghi su più persone, formazione di bolle d'aria nei vasi sanguigni in seguito all'iniezione.

                                                                                                                                                                                                Dott. Francesco Del Zotti

Gli agonisti selettivi del beta2 adrenorecettore o beta2 agonisti sono più comunemente definiti antiasmatici o broncodilatatori. Sono dei farmaci che rilassano e aprono le vie respiratorie che conducono ai polmoni, i quali si restringono durante un attacco di asma. I farmaci più noti di questo gruppo sono il salbutamolo, clenbuterolo e fenoterolo. L'azione dei Beta-2 agonisti imita l'effetto di determinate sostanze chimiche naturali, come l'adrenalina e la noradrenalina, prodotte nell'organismo. Queste sostanze chimiche preparano il corpo a particolari situazioni, come quelle correlate allo stress e all'intenso esercizio fisico, e vengono rilasciate anche nel quadro della cosiddetta reazione "fight or flight" (la reazione istintiva ai momenti difficili o impegnativi, che, nell'uomo primitivo, si attivava in risposta al pericolo, preparandolo, appunto, alla lotta o alla fuga). L'effetto di queste sostanze chimiche consiste nell'aprire le vie respiratorie per consentire l'ingresso di una maggiore quantità di aria nei polmoni, in modo da preparare i muscoli e il metabolismo ad affrontare una situazione di stress.  

 

Negli atleti di alto livello vengono spesso riscontrate asma, broncocostrizione indotta da esercizio fisico e iperresponsività delle vie respiratorie. Probabilmente si tratta di conseguenze della stessa attività sportiva, e inoltre l'asma è un disturbo abbastanza comune nei giovani adulti. I beta-2 agonisti inalatori (IBA) vengono utilizzati di frequente dai grandi atleti, ma a causa dei regolamenti introdotti dal Comitato Olimpico Internazionale, le modalità d'uso degli agenti antiasmatici potrebbero cambiare. I farmaci che determinano effetti ergogenici persistenti sono proibiti in tutti gli atleti, indipendentemente dal fatto che partecipino o meno alle gare, e i beta-2 agonisti fanno parte di questi farmaci. I vantaggi offerti dall'uso degli IBA sono controversi. In alcuni studi è stato osservato che dosi terapeutiche di IBA non influiscono sul consumo dell'ossigeno, né aumentano le prestazioni dei corridori, sia che si tratti di soggetti asmatici o non asmatici. Al contrario, altri studi hanno evidenziato che alte dosi di beta-2 agonisti esercitano un effetto ergogenico e migliorano la funzione polmonare nei non asmatici. Il trattamento antiasmatico con beta-2 agonisti inalatori (IBA) è necessario per gli asmatici, ma non dovrebbe essere utilizzato dagli atleti di alto livello non affetti da asma, a causa dei possibili effetti collaterali e sistemici degli IBA.  

Eventi avversi

Gli effetti collaterali che si possono riscontrare con l'uso dei beta-2 agonisti sono: un tremore fine delle mani, irrequietezza, nervosismo e cefalea.   Può inoltre verificarsi un arrossamento della cute e palpitazioni. Più raramente si registrano effetti collaterali di maggiore gravità, come aritmie cardiache, disturbi del sonno e del comportamento nei bambini, bassi livelli di potassio nel sangue, crampi muscolari e reazioni allergiche. Inoltre, potrebbero verificarsi irritazioni della gola e delle vie respiratorie superiori (peggioramento della dispnea).

Doping

Tutti i Beta 2 agonistici, esclusi il formoterolo, salbutamolo, salmeterolo e la terbutalina somministrati per via inalatoria, sono inseriti nella lista delle sostanze vietate sia in competizione che fuori competizione. L'intenso esercizio fisico può indurre broncocostrizione anche in soggetti non affetti da asma bronchiale, ma predisposti ad un alta reattività bronchiale agli stimoli fisiologici. Ciò accade sia perchè durante lo sforzo fisico si ha una perdita di calore e di liquidi nel tratto respiratorio, soprattutto quando l'aria è fredda e secca, sia perchè molti soggetti producono una ridotta quantità di sostanze ad attività broncodilatatoria che sono escrete durante lo sforzo. Per questi motivi l'assunzione di alcuni agonisti dei recettori Beta2 adrenergici (formoterolo, salbutamolo, salmeterolo e la terbutalina), somministrati esclusivamente per via inalatoria, non è vietata in soggetti che pratichino attività sportive.  Gli agonisti dei recettori Beta2-adrenergici ed in particolare il clenbuterolo, trovano impiego nel doping, sulla base di osservazioni effettuati su animali da laboratorio e sull'uomo. Sono stati osservati aumenti della massa muscolare, della forza massima ed ipertrofia delle fibre muscolari di tipo I e II in soggetti trattati con dosi elevate di agonisti dei recettori Beta2-adrenergici, somministrati per 14 giorni per via sottocutanea. Per contro è stata riscontrata una precoce affaticabilità durante sforzi intensi ma di breve durata. Tutti gli agonisti dei recettori Beta2-adrenergici assunti per via sistemica con esclusione di quella inalatoria, agisconosul muscolo scheletrico aumentando la contrattilità e la glicogenolisi stimolando la secrezione di insulina e aumentando la lipolisi. Per questi effetti ergogeni e anabolizzanti questi farmaci sono utilizzati nel doping. Il clenbuterolo, molto potente e a lunga durata d'azione appare il più utilizzato nel bodybuilding, di solito poco prima di competizioni e dopo aver sospeso la somministrazione di steroidi anabolizzanti. Il fine è quello di ritardare la perdita di massa muscolare, facilitando il consumo dei grassi.

                                                                                                                                                                                                                                               Dott. Francesco Del Zotti

I diuretici sono farmaci che aumentano il volume urinario e l'escrezione di sodio. Trovano la loro indicazione terapeutica in tutte le condizioni patologiche dove è necessaria l'eliminazione dall'organismo di elettroliti e di liquidi in eccesso. Tutte le classi di diuretici sono incluse nelle "sostanze proibite in particolari discipline sportive", nelle quali vi è una divisione in base al peso corporeo o dove la perdita di peso può favorire la prestazione. In tutti questi sport non è concessa alcuna esenzione per uso terapeutico, e non sono neanche considerati tra le sostanze particolarmente suscettibili di violazione non intenzionale, per la loro larga diffusione nei prodotti medicinali. La maggiore eliminazione dei liquidi per aumentata diuresi determina una rapida riduzione del peso corporeo che può essere del 2-4%, in base alla dose e al tipo di diuretico utilizzato. I diuretici sono utilizzati molto anche nel Bodybuilding per ridurre la ritenzione idrica sottocutanea e raggiungere una definizione migliore della muscolatura. Con l'assunzione di diuretici possono comparire gravi sintomi di disidratazione durante l'esercizio fisico intenso, alterata termoregolazione per minore sudorazione fino al colpo di calore, astenia, crampi, nausea, vomito e perdita di coordinazione motoria.

I diuretici sono così divisi:

1. Diuretici ad alta intensità - Diuretici dell'ansa. (Sodio escreto >10%).

Inibiscono il cotrasporto di Na, K, Cl a livello della porzione ascendente dell'ansa di Henle con escrezione di Na, k, H, Ca. Hanno un'azione molto rapida e provocano un drastico aumento della diuresi. In terapia vengono utilizzati per trattare l'ipertensione grave, edema polmonare ed insufficienza renale perchè riducono rapidamente il volume ematico. Reazioni avverse: ipovolemia, diarrea.

2. Diuretici a media intensità - Tiazidici (Sodio escreto 5-10%).

Sono i più utilizzati nella terapia dell'ipertensione lieve o moderata perchè permettono un controllo stabile della pressione arteriosa riducendo appunto i rischi dell'ipertensione. Fa parte di questa classe l'amiloride. Reazioni avverse: ipovolemia, iperglicemia.

3. Diuretici a debole intensità - Risparmiatori del K. (Sodio escreto <5%).

Inibiscono gli effetti dell'aldosterone, aumentano l'escrezione di Na e Cl e riducono quella di K e H. Usati in terapia per trattare l'ipertensione il morbo di Conn e la cirrosi epatica. Reazioni avverse: ginecomastia, irsutismo, irregolarità del ciclo mestruale, flatulenza.

4. Diuretici osmotici.

Vengono filtrati dai glomeruli e permangono nei tubuli dove esercitano una elevata pressione osmotica richiamando acqua e aumentando di conseguenza la diuresi acquosa. Fa parte di questa classe il mannitolo, in terapia sono utilizzati per la prevenzione dell'insufficienza renale associata ad interventi chirurgici, ma anche per il trattamento dell'edema cerebrale in quanto riesce a ridurre la pressione intracranica al minimo.

5. Inibitori dell'anidrasi carbonica.

Sono regolatori dell'equilibrio acido-base, agiscono nel tubulo prossimale inibendo l'attività dell'anidrasi carbonica che trasporta gli ioni H, ne deriva un'aumentata escrezione renale di Na, K e acqua. Inoltre questa classe di diuretici alcalinizzando le urine favoriscono il riassorbimento tubulare di cocaina ed anfetamina facendoli rimanere più a lungo nell'organismo, prolungandone l'effetto e riducendone così la loro concentrazione urinaria. Viene utilizzato in terapia in caso di glaucoma ed epilessia, fa parte di questa classe l'acetozalamide. Reazione avverse: anoressia, sonnolenza, confusione, aumenta l'effetto dell'anfetamina, inibisce l'aspirina. 

Agenti mascheranti

Un accenno va fatto anche per queste sostanze che hanno il compito di mascherare le sostanze dopanti. Ne fanno parte il:

- Probenecid: agente bloccante il trasporto tubulare renale, cioè porta all'abbassamento della concentrazione di acido urico nel sangue, incrementandone l'eliminazione urinaria. Utilizzato dagli atleti perchè permette di mascherare l'assunzione di sostanze dopanti come gli steroidi anabolizzanti. Reazioni avverse: capogiro, calvizie, mal di testa, difficoltà respiratorie, sangue nelle urine.

- Espansori del plasma: Chiamati anche emosostituti, usati in terapia per ristabilire il volume plasmatico ed impedire il collasso. Usato dagli atleti che assumono eritropoietina, infatti riduce la viscosità del sangue ed abbassa il rischio di trombosi. Usati anche per riportare alcuni parametri in valori normali in seguito ad emotrasfusioni o emglobine sintetiche, in tal caso sono considerati veri e propri agenti mascheranti.

                                                                                                                                                                                                                                               Dott. Francesco Del Zotti

 L'ormone della crescita è un polipeptide di 191 aminoacidi ed è sintetizzato dalle cellule somatotrope dell'adenoipofisi. A livello molecolare esercita le sue azioni attraverso l'interazione con recettori di membrana distribuiti in tutto l'organismo. Il GH esercita numerose funzioni in relazione al tessuto bersaglio analizzato, tra cui si distinguono azioni dirette ed effetti mediati dal fattore di crescita simile all'insulina di tipo 1 (IGF-1) di cui induce la sintesi e la secrezione da parte del fegato. Tra gli effetti diretti il GH determina stimolazioni del trasporto di aminoacidi e la loro incorporazione in proteine a livello muscolare inoltre si occupa della lipolisi a livello del tessuto adiposo. L'ormone della crescita esercita anche un'azione stimolatoria sulla produzione di glucosio epatico e sul sistema ematopoietico. La secrezione di GH, in condizioni fisiologiche, è sotto il controllo dell'ormone ipotalamico del GHRH, che ne stimola il rilascio, e della somatostatina che lo inibisce.

Somministrazione 

La somministrazione intramuscolare o sottocutanea di GH a bambini con una deficienza della produzione di quest'ormone provoca un picco delle concentrazioni sieriche dopo 2 o 3 ore dalla somministrazione, mentre il picco di IGF-1 si determina fino a 20 ore dalla somministrazione. Il GH viene somministrato di sera effettuando una rotazione dei siti di iniezione.

Altre informazioni importanti

Il GH promuove la crescita lineare ed influenza tutti gli aspetti del metabolismo. La terapia sostitutiva in bambini con carenza di GH stimola l'incorporazione di aminoacidi nelle proteine muscolari, con riduzione della concentrazione sierica di aminoacidi e dell'escrezione urinaria di azoto, aumentando in maniera significativa la velocità di crescita. Un'altra indicazione approvata è il trattamento con GH di bambine prepuberali affette da sindrome di Tuner per stimolarne la crescita fino all'età adulta.

Doping

Gli atleti che fanno uso di GH sono dell'opinione che la sua assunzione sia di beneficio perchè determina un miglioramento della performance fisica. Su basi puramente teoriche l'assunzione di GH sembra migliorare forza e potenza attraverso attraverso un aumento della captazione degli amminoacidi ed una stimolazione della sintesi proteica muscolare, con un vantaggioso risparmio delle riserve di glicogeno. I dati attuali suggeriscono che anche livelli elevati di tale ormone non inducono benefici rimarchevoli ma, al contrario, sono associati a significative ed importanti reazioni avverse. Due categorie di atleti sembrano maggiormente abusare del GH: la prima comprende atleti d'elite del settore natatorio e del ciclismo mentre la seconda annovera bodybuilders a livello professionistico ed amatoriale. Uno studio ha evidenziato una diminuzione della percentuale di grasso corporeo, un aumento significativo della massa magra un incremento di acqua corporea e sintesi proteica totale, mentre nessuna differenza è stata osservata nella sintesi proteica del muscolo scheletrico, nei valori di forza calcolata in condizioni isometriche e dinamiche e nella circonferenza del torace e degli arti. L'incremento proteico riscontrato nei soggetti che avevano assunto GH potrebbe esser dovuto ad una ritenzione di azoto nei tessuti magri non muscolari. Molti effetti attribuiti ad una diretta attività del GH sembrano, in realtà, mediati dall'IGF1. 

Reazioni avverse

Attualmente viene utilizzato GH umano prodotto con tecniche del DNA ricombinante. La somministrazione di GH umano può indurre la produzione di anticorpi anti-GH, anche se solo una piccola percentuale di bambini che ricevono GH hanno un rallentamento della velocità di crescita. La sua somministrazione può determinare reazioni locali nel sito d'iniezione, mentre l'insorgenza  di alterazioni metaboliche si possono verificare nella fase iniziale del trattamento ma si risolvono spontaneamente in soggetti sani. Raramente può indurre ipertensione endocranica nei bambini e sindrome del tunnel carpale negli adulti. Un potenziale problema della terapia con GH è il suo uso improprio , in particolare nello sport professionistico. L'uso di GH da parte di atleti ha lo scopo di sfruttare le proprietà anabolizzanti sul tessuto muscolare riferite a questo ormone. Somministrazioni eccessive non controllate possono indurre una patologia iatrogena paragonabile all'acromegalia, con artropatie, allargamento delle estremità, visceromegalia ed iperidrosi. Le principali controindicazioni alla terapia con GH sono il diabete mellito, per i suoi effetti iperglicemizzanti e la presenza di tumori IGF-1-dipendenti.  Un abuso prolungato sembra favorire anche la comparsa di reazioni avverse più rare, quali il prognatismo e la sudorazione profusa, che sono stati più volte riscontrati  tra i bodybuilders, si può riscontare anche un grave lipodistrofia dell'area in cui il farmaco è iniettato (soprattutto se le iniezioni sono ripetutamente effettuate su uno stesso punto).

                                                                                                                                                                                                                                               Dott. Francesco Del Zotti