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Allenatore di base

Il calcio è un gioco di squadra, quindi possedere una buona qualità relazionale diventa una cosa fondamentale. Per qualità relazionali si intende: 

- Rispettare i compagni, gli avversari, gli adulti e le regole

- Perseguire i propri obiettivi nel gruppo

- Generosità

- Aiutare i compagni più deboli

- Accettare i propri limiti e quelli degli altri

- Essere estroversi

- Sapersi confrontare con gli altri

- Avere un'identità all'interno del gruppo

- Collaborare e cooperare

- Essere altruisti

- Essere umili 

                                                                                                     

Le abilità socio-relazionali possono essere sviluppate attraverso alcuni giochi ed esercizi, ma soprattutto vanno incrementate grazie alle competenze metodologiche e relazionali dell'allenatore. Per far si che i ragazzi collaborino occorre partire da alcuni obiettivi che sono alla base della capacità di relazionarsi con gli altri come conoscere i compagni, accettare tutti, ascoltare gli altri. Solo dopo aver raggiunto tali obiettivi, i bambini possono sviluppare la capacità di collaborare, cioè sapranno esercitarsi e giocare con tutti. Gli allenatori sono prima di tutto educatori e quindi devono rappresentare un modello di riferimento, devono creare un clima relazionale positivo fra i bambini e devono facilitare i rapporti tra di loro. Il clima relazionale positivo favorisce lo spirito di gruppo che favorisce l'apprendimento. Il tecnico può adottare alcuni accorgimenti metodologici durante le sedute e le partite, per favorire la collaborazione fra i suoi giocatori, come ad esempio variare spesso le coppie per esercitarsi con tutti i compagni senza preferenze e distinzioni e formare coppie di tipo omogenee, eterogenee o in modo casuale ma l'importante è variare. Un altro accorgimento può essere il turn-over e la collaborazione, accettare la panchina a qualsiasi età è sempre difficile eppure negli sport di squadra è fondamentale avere giocatori di riserva pronti ad entrare. Non utilizzare tutti in maniera omogenea può creare malumori e provocare malcontento, invidie, e comportamenti che rischiano di creare rapporti conflittuali nel gruppo, quindi un mister che non sfrutta il turn-over difficilmente può chiedere comportamenti collaborativi tra i compagni di squadra, in qualiasi caso è sempre bene motivare le proprie scelte con chiarezza e coerenza in modo tale da far sentire partecipi tutti.

                                                                                                                                                                                                                                             Dott. Francesco Del Zotti

Il bambino ha bisogno di vivere quotidianamente situazioni comunicative che siano stimolanti, gratificanti e soprattutto chiare.

Un ruolo fondamentale nello scambio comunicativo è quello dell'istruttore, il quale oltre a trasmettere ai bambini le informazioni didattiche e prettamente tecniche, deve allenare la loro creatività comunicativa cercando di far crescere la sicurezza in loro stessi e l'autostima.

                                                                           

IL RUOLO DELL'ALLENATORE NELLA COMUNICAZIONE

Le qualità che devono appartenere ad un allenatore di attività di base sono:

-OSSERVARE: oltre ad osservare il gesto tecnico, l'allenatore deve essere in grado di osservare il linguaggio del corpo dei propri atleti, gli sguardi e le gestualità dei ragazzi permetteranno al mister di capire il loro stato d'animo.

-ASCOLTARE: un'altra qualità comunicativa è sicuramente quella di utilizzare nei confronti del piccolo calciatore l'ascolto attivo.

Questo consiste nel riflettere nel messaggio del fanciullo recependo senza emettere messaggi personali. Non vi devono essere espressioni di dissenso e sovrapposizioni di voci, in tal modo il bambino si sentirà libero di esprimersi.

L'ascolto attivo permette quindi la crescita è un buon sviluppo dell'autostima.

-COMUNICARE: l'allenatore deve essere un ottimo comunicatore in altre parole deve saper utilizzare al meglio il linguaggio verbale e non verbale.

La comunicazione verbale deve essere chiara e recepibile, non deve essere autoritaria e a toni alti. Utilizziamo il MESSAGGIO "IO" in modo da spostare l'attenzione sul nostro modo di fare, sul nostro gesto. I piccoli ci prenderanno come esempio e cercheranno di emularci.

La comunicazione non verbale deve essere in accordo con quanto pronunciato: nel tono, nella postura e nello sguardo.

Possiamo concludere dicendo che il mister svolge un ruolo importante e delicato, e con l'utilizzo di una buona comunicazione può diventare il protagonista indiscusso del gruppo, riuscendo così a trasmettere importanti insegnamenti di natura tecnica, ma anche educatica affettiva ed emozionale.

                                                                                                                                                                                                                                                     Marco Guida

Gli aspetti motivazionali nell'allenamento e nello sport in generale rivestono un aspetto fondamentale. La teoria dell'orientamento motivazionale ha trovato negli ultimi anni un'ampia diffusione. Atteggiamenti e comportamenti degli insegnanti sono determinanti nel favorire negli allievi la percezione di un clima motivazionale orientato sulla COMPETENZA (compito) o sulla PRESTAZIONE (io), in relazione alle aspettative, alle sollecitazioni, ai riconoscimenti, alle caratteristiche ed alle modalità di valutazione.

La teoria sull'orientamento motivazionale dice che un allievo può essere orientato sul COMPITO (task orientation) o sull'IO (ego orientation). 

Se un allievo è orientato sul COMPITO, la percezione di competenza e i criteri che definiscono il successo personale sono, l'esperienza soggettiva di miglioramento della prestazione o delle capacità di eseguire un certo compito. Gli obiettivi principali diventeranno l'acquisire abilità e conoscenze ed impegnarsi al massimo per migliorare la propria prestazione. 

Quando invece un allievo è orientato sull' IO, la percezione di competenza ed il successo derivano dal confronto con gli altri, si punta nel superare l'avversario, sul vincere, nel dimostrare maggiori abilità, nel fare meglio con meno sforzo.

Le due dimensioni di orientamento sono tra loro indipendenti, ma non si escludono reciprocamente, possono anche coesistere e sono presenti in diversi gradi di combinazione.

Adulti significativi, come genitori ed insegnanti, contribuiscono ad orientare i ragazzi sul compito o sull'io, a seconda della maggiore o minore rilevanza degli stimoli in una delle due direzioni, attraverso le sollecitazioni ed i riconoscimenti. 

Nelle attività sportive le prestazioni avvengono di fronte ai compagni, il valore personale è spesso collegato anche al confronto con gli altri, in diverse occasioni raggruppati sulla base del loro livello di abilità. Un clima orientato sulla prestazione, si realizza quando l'insegnante dà maggiore importanza al confronto ed alla competizione, e valorizza sopratutto i più abili, gli allievi sono così spronati a dimostrare di essere migliori ed avere successo con meno sforzo, ma anche, per i ragazzi meno abili, a cercare  di nascondere le loro difficoltà. Infatti se per chi possiede abilità una situazione competitiva può essere anche gratificante o comunque non vissuta come minacciosa, per i ragazzi con minore abilità può far emergere comportamenti disfunzionali, come l'impegno limitato.

                                                        

Il modello TARGET permette di sviluppare strategie  per creare un clima motivazionale favorevole con la possibilità di influenzare l'orientamento individuale.

> Task - scelta degli esercizi e delle attività. Caratteristiche importanti sono: varietà, diversificazione, sfida e controllo.

> Autority - il coinvolgimento degli allievi nelle scelte didattiche determina atteggiamenti motivazionali positivi

> Recognition - apprezzamento e incoraggiamento a fini motivazionali. L'importante è che siano realistici.

> Grouping - organizzazione in gruppi eterogenei a composizione variata.

> Evalutation - la valutazione sugli alunni, basata sui miglioramenti personali, sui progressi e sull'impegno che l'alunno ha dimostrato.

> Time - il tempo adeguato per l'apprendimento di ogni allievo.

                                                                                                                                                                                                                                             Dott. Francesco Del Zotti

 Metodi e mezzi generali per lo sviluppo e il miglioramento delle capacità coordinative: 

- esercizi con variazione dell’esecuzione del movimento (aggiunta di movimenti complessi all’esercizio base); 

- esercizi con variazioni delle condizioni esterne, con mutamento delle dimensioni dell’attrezzo usato, esercizi eseguiti in condizioni ambientali inusuali (allenamento su campo di gara più grande o più piccolo degli standard tradizionali);

- esercizi di combinazione di abilità motorie già automatizzate;

- esercizi con controllo del tempo con mutamento della velocità e del ritmo esecutivo (per esempio esercizi fatti svolgere in modo rapido); 

- esercizi con variazioni delle informazioni: esercizi dove si introducono e si richiedono aumenti delle difficoltà esecutive attraverso “disturbi” creati con la diminuzione o l’aumento delle informazioni agli analizzatori del SNC (informazioni all’atleta ampliate o ristrette);

- esercizi in stato di affaticamento;

- esercizi nei quali si cerca di imitare sequenze motorie assegnate;

- esercizi con esecuzioni speculari dei movimenti da entrambi i lati del corpo;

- esercizi con esecuzione dei movimenti da diverse posizioni del corpo. 

Esempi di alcuni esercizi specifici di coordinazione legati al gioco del calcio. 

Esercizi di combinazione di abilità tecniche: 

- guida della palla e cross; 

- finta e dribbling; 

- dribbling e tiro in porta;

- stop e passaggio; 

- stop, dribbling e passaggio.

 

Capacità di differenziazione. 

- Esercizi riguardanti il calciare, ricevere, colpire palloni di peso, forma e grandezze diverse. 

Capacità di equilibrio. (Esercizi dove si ricerca l’uso di equilibrio)

- spostamenti rapidi (con o senza palla) con arresti repentini; 

- spostamenti rapidi (con o senza palla) con cambi di direzione; 

- spostamenti rapidi (con o senza palla) con azioni associate.

Capacità di orientamento spazio-temporale. Esercizi dove vengono utilizzate aree di gioco non usuali e dove vengono mutati gli spazi di riferimento operativi:

- giocare in spazi di azioni più piccoli o più grandi; 

- giocare con porte ridotte o ampliate; 

- giocare con porte mobili.

 

Capacità di reazione motoria. Esercizi dove aumenta il numero dei segnali e le corrispondenti reazioni motorie:

- il giocatore con palla al piede, se l’allenatore fischia o batte le mani, deve a sua volta rispettivamente fermarsi o scattare. 

Capacità di trasformazione.

- Esercizi riguardanti partitelle di calcio utilizzando come attrezzo il pallone ovale del rugby, sfruttiamo la caratteristica del rimbalzo imprevedibile di questa palla. 

Capacità di ritmizzazione. Esercizi dove si ricercano variazioni in ritmi prefissati, aumentando o diminuendo il ritmo esecutivo:

- Guida della palla su percorso: primo tratto un tocco palla ogni due passi, secondo tratto un tocco palla di dx alternato ad un tocco di sx, terzo tratto tocchi palla solo di dx ripetuti ad ogni passo ecc. 

Capacità di percezione. 

- Esercizi a coppie nei quali gli allievi si lanciano e ricevono palloni calciati con diverse traiettorie (esercizio da svolgere sia con giocatori fermi sia con giocatori che si muovono nello spazio).

Capacità di anticipazione. 

- Esercizi di valutazione ed intuizione di traiettorie della palla in giochi di lancio e ricezione.

 

Capacità di fantasia motoria. 

- Attività ed esperienze polisportive che offrono situazioni ricche di stimoli variati che sollecitano tutte le altre capacità coordinative.

Particolari mezzi allenanti possono essere anche considerati gli esercizi di psicocinetica e gli esercizi di preacrobatica/acrobatica. 

                                                                                                

La psicocinetica è una metodologia atta ad educare gli atleti ad una ricerca continua di soluzioni, attenzioni e contromisure adatte alle specifiche situazioni. Stimolare questa abilità richiede di legare, dal punto di vista motorio, il senso del ritmo, la capacità coordinativa di adattamento e trasformazione del movimento con aspetti tecnico-tattici. La discriminazione cromatica è uno stimolo che, introdotto in alcune proposte, può essere utile a migliorare il nostro piano di lavoro. 

Le doti acrobatiche e pertanto gli esercizi per migliorarle sono indispensabili per il calciatore. Queste doti permettono infatti ai nostri allievi di: 

- eseguire dei fondamentali di calcio acrobatici;

- saper cadere; 

- sentirsi più sicuri; 

- prevenire gli infortuni. 

Il fatto di non temere le cadute servirà al giocatore per risolvere le situazioni di atterraggio in vari gesti tecnici; inoltre disponendo di doti acrobatiche il calciatore non avrà il timore di infortunarsi ed essendo più sicuro potrà disporre in maniera totale di se stesso in tutte le circostanze. Le sue azioni e la sua tecnica/tattica saranno più sicure e conseguentemente più efficaci. Possedendo capacità di movimento totale avremo giocatori veloci e guizzanti abili nelle finte e dotati di tocchi palla morbidi ed efficaci. Possedendo un buon controllo del corpo in volo saranno più efficaci nei tiri al volo in piena corsa, nelle rovesciate, nelle parate aeree del portiere. Imparando a cadere a terra avremo giocatori più efficaci nei tackle scivolati, nei tuffi per colpire di testa, nelle rovesciate con atterraggio sul dorso, nei tuffi del portiere.

Per chi comincia a giocare a calcio l’obiettivo deve essere lo sviluppo delle capacità coordinative evitando gli errori di una specializzazione precoce che limiti l’apprendimento e la base motoria del bambino. A differenza della specializzazione che dà risultati immediati, intraprendendo questa strada si va ad affrontare un percorso a lungo termine i cui risultati però non scemano nel tempo con la crescita del bambino, ma viceversa lo formano con caratteristiche che in futuro diventeranno gesti tecnici automatizzati in condizioni di equilibrio ideale. Se alle capacità coordinative non viene attribuita la giusta importanza, i nostri futuri giovani calciatori avranno serie difficoltà a livelli superiori nella loro crescita calcistica. Il compito della scuola calcio è infatti proprio quello di dotare i più giovani di una crescita corretta dal punto di vista coordinativo per metterli in condizione di praticare al meglio, negli anni successivi, lo sport del calcio dal punto di vista tecnico e tattico. Pertanto alla base dell’insegnamento troviamo le capacità mo torie e coordinative che con la giusta programmazione creeranno i presupposti ottimali per incidere in maniera positiva su una serie di qualità del futuro giocatore.

Analizziamo ora i seguenti fondamentali tecnici e principi di tattica individuale:

 Tecnica di base / Tecnica individuale: 

- Dominio della palla; 

- Calciare la palla; 

- Guidare la palla; 

- Ricevere la palla;

- Colpo di testa; 

- Rimessa laterale. 

Tattica individuale in possesso palla: 

- Smarcamento – movimento senza palla;

- Difesa e copertura palla; 

- Passaggio; 

- Finta e dribbling; 

- Tiro in porta – attacco – blocchi e veli; 

Tattica individuale senza possesso palla: 

- Presa di posizione e piazzamento;

- Marcatura; 

- Intercettamento; 

- Contrasto; 

- Temporeggiamento – copertura; 

- Difesa porta;

Sia nella tecnica individuale che nella tattica individuale con e senza palla l’aspetto coordinativo riveste una importanza particolare. Avremo per esempio un giocatore incompleto se nel gesto tecnico di ricezione della palla mancasse di capacità di orientamento spazio-temporale o di capacità di equilibrio o ancora di capacità di adattamento o trasformazione del movimento ecc. Come avremmo un giocatore incompleto se nel gesto del passaggio mancasse o fosse limitato nella capacità di differenziazione (non saprebbe dosare al meglio né il passaggio corto né il passaggio lungo) o nella capacità di trasformazione ecc.. Come avremmo ancora un calciatore incompleto se in marcatura e nell’intercettamento l’allievo mancasse di capacità di anticipazione o di capacità di orientamento spazio-temporale o ancora di capacità di reazione.

                                                                                                                                                                                                                               Dott. Francesco Del Zotti

Prima di iniziare bisogna fare una distinzione tra capacità ed abilità, che pur essendo in forte relazione rappresentano qualcosa di molto diverso. L'espressione capacità motoria rappresenta i requisiti di base per l'apprendimento e l'esecuzione delle azioni motorie o sportive, sia elementari che di elevata difficoltà. Le abilità motorie invece rappresentano il prodotto dell'apprendimento, cioè i movimenti tipici delle diverse discipline sportive, ovvero i fondamentali nei diversi sport. Se l'allievo dispone di un buon livello di capacità si trova nelle condizioni migliori per poter apprendere e sviluppare le abilità in maniera efficace.                

   

Le capacità motorie coordinative sono fondamentali perché sono i presupposti motori della prestazione e sono:
1. Destrezza - Essa è la capacità di risolvere in maniera rapida e adeguata un compito motorio. E' essenziale in molte discipline sportive.
2. Equilibrio - Essa è la capacità di mantenere il corpo in una data posizione. Non esiste movimento in cui non sia coinvolto l'equilibrio, si divide in statico e dinamico.
3. Ritmo - Essa è la capacità che permette di organizzare i movimenti in maniera che l'azione risulti il più fluida ed armoniosa possibile. In questa capacità rientra il tempismo esecutivo che è l'abilità di fare le cose nel momento adatto e nello spazio giusto.
4. Coordinazione - Essa è la capacità di coordinare le parti del corpo per eseguire una determinata azione.
5.Reazione - Essa è la capacità di rispondere agli stimoli con l'azione motoria più rapida e meglio adeguata alle circostanze.
6. Orientamento - Essa è la capacità di muovere il corpo nello spazio e nel tempo. 

L' abilità motoria viene acquisita ed automatizzata attraverso la ripetizione ovvero la pratica e l'esercizio. I bambini sin da piccoli tendono ad immagazzinare le informazioni attraverso l'uso della vista, in modo tale da capire ciò che dovrà essere eseguito. I principali fattori che possono influenzare l'apprendimento motorio sono i sistemi di elaborazione delle informazioni come l'attenzione e la motivazione. Non si può parlare di abilità e capacità motorie senza fare un cenno agli schemi motori di base, che sono quei movimenti che apprendiamo attraverso un processo di maturazione e di sviluppo psico-fisico. Lo sviluppo degli schemi motori di base è evidente nella primissima infanzia. Gli schemi motori di base sono: 1. Camminare 2. Correre 3. Saltare 4. Afferrare 5. Lanciare 6. Calciare 7. Rotolare 8. Strisciare 9. Arrampicarsi              

Quindi le abilità motorie si costituiscono sugli schemi motori di base, ed è bene allenare questi ultimi sin dall'infanzia perché migliorando gli schemi motori di base miglioreranno le abilità motorie e di conseguenza la prestazione finale. 

                                                                                                                                                                   Dott. Francesco Del Zotti