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Gli aspetti motivazionali nell'allenamento e nello sport in generale rivestono un aspetto fondamentale. La teoria dell'orientamento motivazionale ha trovato negli ultimi anni un'ampia diffusione. Atteggiamenti e comportamenti degli insegnanti sono determinanti nel favorire negli allievi la percezione di un clima motivazionale orientato sulla COMPETENZA (compito) o sulla PRESTAZIONE (io), in relazione alle aspettative, alle sollecitazioni, ai riconoscimenti, alle caratteristiche ed alle modalità di valutazione.

La teoria sull'orientamento motivazionale dice che un allievo può essere orientato sul COMPITO (task orientation) o sull'IO (ego orientation). 

Se un allievo è orientato sul COMPITO, la percezione di competenza e i criteri che definiscono il successo personale sono, l'esperienza soggettiva di miglioramento della prestazione o delle capacità di eseguire un certo compito. Gli obiettivi principali diventeranno l'acquisire abilità e conoscenze ed impegnarsi al massimo per migliorare la propria prestazione. 

Quando invece un allievo è orientato sull' IO, la percezione di competenza ed il successo derivano dal confronto con gli altri, si punta nel superare l'avversario, sul vincere, nel dimostrare maggiori abilità, nel fare meglio con meno sforzo.

Le due dimensioni di orientamento sono tra loro indipendenti, ma non si escludono reciprocamente, possono anche coesistere e sono presenti in diversi gradi di combinazione.

Adulti significativi, come genitori ed insegnanti, contribuiscono ad orientare i ragazzi sul compito o sull'io, a seconda della maggiore o minore rilevanza degli stimoli in una delle due direzioni, attraverso le sollecitazioni ed i riconoscimenti. 

Nelle attività sportive le prestazioni avvengono di fronte ai compagni, il valore personale è spesso collegato anche al confronto con gli altri, in diverse occasioni raggruppati sulla base del loro livello di abilità. Un clima orientato sulla prestazione, si realizza quando l'insegnante dà maggiore importanza al confronto ed alla competizione, e valorizza sopratutto i più abili, gli allievi sono così spronati a dimostrare di essere migliori ed avere successo con meno sforzo, ma anche, per i ragazzi meno abili, a cercare  di nascondere le loro difficoltà. Infatti se per chi possiede abilità una situazione competitiva può essere anche gratificante o comunque non vissuta come minacciosa, per i ragazzi con minore abilità può far emergere comportamenti disfunzionali, come l'impegno limitato.

                                                        

Il modello TARGET permette di sviluppare strategie  per creare un clima motivazionale favorevole con la possibilità di influenzare l'orientamento individuale.

> Task - scelta degli esercizi e delle attività. Caratteristiche importanti sono: varietà, diversificazione, sfida e controllo.

> Autority - il coinvolgimento degli allievi nelle scelte didattiche determina atteggiamenti motivazionali positivi

> Recognition - apprezzamento e incoraggiamento a fini motivazionali. L'importante è che siano realistici.

> Grouping - organizzazione in gruppi eterogenei a composizione variata.

> Evalutation - la valutazione sugli alunni, basata sui miglioramenti personali, sui progressi e sull'impegno che l'alunno ha dimostrato.

> Time - il tempo adeguato per l'apprendimento di ogni allievo.

                                                                                                                                                                                                                                             Dott. Francesco Del Zotti